Questo non è il primo post…

Date: 09 giugno, 2008  |  Posted By: Andrea  |  Category: Riflessioni

… perché se lo fosse, allora dovrei dire un sacco di cose di prammatica e sinceramente mi (e vi) annoierei a morte. Quindi fate conto che questo sia il terzo o il quarto post del blog, così siamo tutti contenti e pace. Voi non vi dovete sorbire predicozzi, presentazioni, ruote di pavone e buoni (ma fallaci) propositi, io non devo stare qui a fare il serio e rifilarvi qualche sonora boiata per irretirvi.
Giù subito piatto, invece, che tanto chi capita qui sa già benissimo chi accidenti io sia. Avrà bazzicato sicuramente Horror.it da tempo e magari ha pure letto alcune mie cose, quindi è un po’ come se già ci conoscessimo.
Ghiaccio già rotto, no?
O – come si dice dalle mie parti – risotto giallo già mangiato insieme.

Per quelli che invece dovessero capitare qui per la prima volta e per i quali il mio nome non produca alcun picco di rilievo nel grafico dell’elettroencefalogramma, rimando a tre pratiche paginette dove ho fatto in modo di impastare con un po’ di fango & sputo qualcosa sul sottoscritto: chi diavolo sono, le mie esperienze nel “magico “mondo dell’editoria e alcune cose che ho scritto e pubblicato. Una volta lette, vedi sopra: pronti per il risotto.

Bueno, ma – sono sicuro – adesso vi starete chiedendo: “Hey amigo, ma qual è la sbobba che ci tocca?
E’ presto detto.
Un po’ di orrore, perché è sempre di quello che alla fine parlo. Ma soprattutto cose mie, che su Horror.it non vado a piazzare per evitare di farlo apparire come una vetrina per il sottoscritto. Vale a dire, qui potrete leggere alcuni aggiornamenti sulle mie attività, cose che sto scrivendo, cose che ho scritto… Progetti e work in progress.
Un sano piattino di cazzi miei, detto in soldoni, per chi non ha problemi di digestione.

Inoltre, per chi avrà piacere, alcune osservazioni sul leggere, sullo scrivere, sul cinema, la musica e su argomenti che esulino dall’horror. Sappiate che non mancherà pure una discreta dose di ciarpame. Che poi è il sale della vita…
Sì, vabbè, voi fate finta che lo sia, che ci stava un gran bene messa lì così, la frase.
Un caldo abbraccio a tutti.
Restate con noi, non buttate il telecomando.

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