Il Diacono e Roma
Carissimi, vi lascio per qualche giorno: giovedì scappo a Roma in missione (neanche tanto segreta) per il DIACONO. Vado a fare dei sopralluoghi per il romanzo che sto scrivendo, il primo di quella che sarà una saga formata da più volumi e dedicata al Monaco Nero che ha mosso i primi passi ormai 5 anni fa, sulle pagine della compianta Horror Mania. Sono gli ultimi sopralluoghi che mi servono per definire la parte che si svolgerà nella capitale. Grazie al mio editore (sempre sia lodato) ho ottenuto il permesso di entrare in zone dove non sarebbe ammesso il pubblico e potrò curiosare anche in zone off limits del Palazzo Apostolico, praticamente l’area degli appartamenti del Papa.
Se incrocio “il padrone di casa” ve lo saluto, ok?

Ho avuto qualche timore che saltasse tutto per colpa delle polemiche seguenti all’uscita di Angeli e Demoni, il film con Tom Hanks tratto dall’omonimo libro di Dan Brown. Pare che siano state scattate fotografie e girate immagini in Vaticano senza i permessi necessari e c’era un po’ di nervosismo. Io ho mandato i documenti e si vede che dopo averli controllati hanno deciso che in fondo non sono pericoloso. La fortuna di avere un cognome molto comune, ragazzi…
Per fortuna non ho avuto problemi. Già ho dovuto, per colpa di Dan Brown, cambiare alcune cose nel mio romanzo, con mio sommo rammarico. Non avrei potuto sopportare di dover rinunciare al sopralluogo per i casini fatti dalla produzione hollywoodiana. Un bel VAFFA al vecchio Dan non glielo avrebbe levato nessuno.
Per quanti tra voi non conoscessero la vicenda del DIACONO, vi anticipo che nelle prossime settimane inserirò qualche scheda qui nel blog per riassumere un po’ di cosa si tratta. Vi posso anticipare che è una storia che ho in progetto di scrivere da moltissimo tempo (potrei definirla LA STORIA visto che il nucleo centrale della vicenda mi frulla in testa da almeno 15 anni!) e che anticipai – in forma ridotta e serializzata – sulle pagine di Horror Mania a partire dal 2004. La vicenda ruota attorno a un misterioso ordine monastico di frati esorcisti, quello dei Celati, che ha come casa madre il monastero di Vallombrosa.
Piccola curiosità: quando pensai a un nome per il monastero, credetemi, me lo inventai di sana pianta. Poi feci delle ricerche per imparare qualcosa sugli stili di vita dei monaci e la mia sorpresa fu grade quando scoprii che un’abbazia di Vallombrosa esiste davvero! Ovviamente, feci i bagagli e mi precipitai in Toscana a visitarla. Rimasi senza fiato. Era perfetta.
Inerpicata sull’appennino, a quota 1000 mt, quasi completamente nascosta da un bosco di olmi e querce secolari, si presenta come una fortezza. Potete solo immaginare il mio stato: non solo esisteva una abbazia con il nome che pensavo essermi inventato, ma era pure perfetta per i miei scopi.
Ruppi talmente tanto le scatole ai monaci (gentilissimi peraltro) che mi fecero fare un giro nel monastero. Diciamo che sono stato anche aiutato dal vecchio tesserino della mia facoltà (Architettura) che mi porto sempre dietro per casi come questi. Di solito racconto di essere un ricercatore universitario e non vi dico in quali posti io riesca a entrare grazie a quella benedetta tessera di plastica!
La vicenda del romanzo, quindi si svolgerà in parte a Vallombrosa e dintorni, in parte a Roma, anche se ci saranno vicende collaterali che interesseranno quasi mezzo pianeta. Il Diacono, l’esorcista definitivo, forse l’ultimo rimasto in grado di contrastare le forze del male, sta per tornare.
E io sto per andare a Roma per definire i dettagli del suo rientro in scena.

















