Sono schiavo della tecnologia. Come ho sostenuto più volte, ogni nuova minchiata elettronica che si appalesa mi fa drizzare le antenne, anche se poi in effetti cerco di trattenermi dal dilapidare centinaia di euro per ogni starnuto informatico spruzzato sul mercato. Con alcuni oggetti – tuttavia – è odio/amore.
E uno di questi è l’eBook reader.
Io e il reader ci si guarda, ci si annusa, ci si studia, ma il passo non è mai stato fatto sul serio. Non mi fido di lui e sono diversi i motivi per i quali guardo con diffidenza a questo “rivoluzionario” aggeggio. Cercherò di illustrarveli in maniera più che sintetica, visto che il discorso è talmente complesso e ramificato che occorrerebbe ben più di un post su un blog per sviscerarlo completamente.
Partiamo dal fatto che sono un sacco di anni che i produttori cercano di convincere i lettori a spendere i loro soldi per l’eBook reader e solo questo dovrebbe farci capire come in realtà ci sia più di qualche difficoltà. Io stesso, almeno otto anni fa, mi misi in contatto con una delle prime società italiane produttrici di reader (una di quelle enormi, che tra l’altro allora facevano i telefoni pubblici per Telecom, per intenderci) per creare una delle prime reti di distribuzione di eBook. In quella serie di incontri scoprii una serie di cose importanti, che lasciarono il segno:
- l’eBook non libera il libro dall’influenza degli editori;
- è tutto fuorché una rivoluzione a basso prezzo;
- a guadagnarci sono sempre i soliti padroni del vapore;
- nonostante tutta la tecnologia, non è all’altezza del vecchio libro;

L’eBook non libera il libro dall’influenza degli editori
I grandi editori si stanno dando da fare per non essere tagliati fuori dalla rivoluzione, ma lo fanno con cautela. I motivi sono diversi (rischio pirateria, investimenti, ecc ecc) anche se credo che il vero motivo sia che a conti fatti, per loro non ci sono grandi vantaggi al momento. Gli convenisse davvero, l’avrebbero già fatto, statene certi, ma in realtà sono presi tra l’incudine e il martello. Da un lato, per attivare un serio sistema di vendita di eBook e protezione dei diritti di sfruttamento, si ritrovano a dover pagare gruppi come Microsoft, per fare uno dei nomi implicati, che prenderanno percentuali su ogni copia venduta così come oggi fanno i distributori tradizionali. Quindi che razza di risparmio c’è, considerando che la fetta più grossa del prezzo di copertina se la intascano proprio distributori e librerie? Dall’altro, gli editori temono che capiti anche a loro quanto è già successo (e accade tutt’ora) all’industria del cinema e della musica.
C’è chi dirà “chi se ne frega”, ma è una sciocchezza.
Non si può fare a meno degli editori e la dimostrazione palese è che nonostante tutti i sistemi oggi disponibili su piazza (stampa on demand, eBook, siti web) i best sellers sono sempre e solo quelli prodotti dai grandi gruppi editoriali. Primo perché si può dire quello che si vuole, ma per lo più si vendono i marchi editoriali e solo dopo il libro, come se si trattasse di un pantalone o una TV.
E’ bello? Mi piace? No di certo, ma è un dato di fatto.
Secondo, perché un libro NON E’ solo una serie di parole scritte e poi stampate. Chiunque scriva a livello professionale sa bene quanto sia vero. Gli editor magari li detestiamo, ma sono preziosi perché leggere una pagina con dei refusi non è serio e sono pochi gli autori in grado di guardare con il dovuto distacco il proprio testo per portare le modifiche necessarie. Gli uffici stampa ti fanno dannare, ma se qualcuno non viene pagato per far parlare del tuo libro, devi sbatterti tu e non andrai mai troppo lontano. E poi la copertina da scegliere, la promozione, la diffusione…
Tutto questo costa un bel po’ di soldi.
E la selezione? Lo so, è un punto dolente, tutti gli aspiranti autori a questo punto urleranno, ma ragioniamo: se tutti pubblicassero con “pari dignità” (lo so che suona brutto detto così, ma forse se sono brusco renderò meglio l’idea) se l’unico canale di vendita fosse la rete, chi leggerà questa massa enorme di opere? Già oggi si scrive e pubblica molto più di quanto si legga: credete davvero che la mancanza di filtri sia un vantaggio? Certo, così com’è oggi ci sono molti problemi (e chi scrive horror come me lo sa bene), ma un conto è lamentarsi delle difficoltà e combattere per migliorare la situazione, un altro è parlare a vanvera propugnando la scomparsa dell’editoria e la liberazione dei testi. Sì certo… e poi? Milioni di volumi e così poco tempo da vivere…
No, non è una soluzione. Qualcuno che di mestiere divida il pubblicabile dal non pubblicabile ci vuole e non per gli autori, ma per i lettori!
Io potrei anche dire, chi se ne frega. Ho il modo di promuovere me stesso, so come raggiungere una nutrita fetta di pubblico, ci sono persone che seguono da anni le mie attività. Egoisticamente potrei sbattermene. Ma quanti casi come il mio ci sono? Pensate davvero che ci si possa fare largo da soli? La verità è che l’autore dovrà dipendere da qualcun altro, cambierà solo il soggetto, ma non potrà mai fare da solo. Quindi questa benedetta rivoluzione in realtà sarebbe solo un cambio di attori protagonisti. Come scriveva Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi… Il dubbio che – in realtà – alla fine lettori e autori resteranno sempre gli anelli più deboli della catena, per me è (e resta) molto forte.

E’ tutto fuorché una rivoluzione a basso prezzo
Ma andiamo oltre.
Come dicevo, un prezzo (e salato) lo dovranno pagare gli editori. L’altro prezzo tutti noi lettori. Oggi, l’idea di sborsare tre/quattrocento euro per leggere dei libri, (su questi prezzi si aggirano i lettori di eBook) è semplicemente inaccettabile. Non raccontiamoci balle, non si può pensare di fare una rivoluzione partendo dal vertice della piramide! Se possiamo spendere questi soldi per un lettore di libri elettronici, siamo comunque dei privilegiati, ma siamo anche delle vittime. Vittime di quanti cercano di venderci un prodotto dicendoci che non ne possiamo fare a meno. Sì, certo, come no…
Ragioniamo insieme. Io oggi compro un libro con un esborso che va dai 4 ai 20 euro circa (c’è roba che costa di più e di meno, lo so…). Un libro, nelle mani di un lettore medio ci resta un mesetto o giù di lì, stando alle ultime statistiche ISTAT che ci dicono che la maggior parte dei lettori ha una media di 12 libri l’anno. Per questa grande fetta di lettori, il lettore di eBook equivale a due/tre anni di letture di libri tradizionali. E poi non è che non si spendano più soldi, a meno di non voler leggere sempre a sbafo libri piratati.
A guadagnarci sono sempre i soliti padroni del vapore
Pensate che sia finita così? Ma nemmeno per sogno! Credete che il vostro aggeggio elettronico, dopo 3 anni di intenso utilizzo sia come nuovo? Oppure inizierà a scricchiolare, o vi sarà caduto più di qualche volta, avrà un tastino che non funziona più. Oppure è obsoleto e non legge gli ultimi nuovi formati fighissimi di libri… Diventerà una palla al piede come i cellulari, i computer e tutto il resto dell’armamentario tecnologico. Vecchio ancora prima che il suo costo sia stato ammortizzato. Reso obsoleto in maniera furba e programmata, cambiando formati, facendo “offerte”… Pensate davvero che non accadrà tutto questo se i lettori di eBook troveranno diffusione anche solo pari alla metà di quella dei cellulari? Non farano gola ai soliti noti questi apparecchi multimediali che come costo e utilizzo potenzialmente potrebbero rivaleggiare coi cellulari?
Ma allargando il discorso, e lo faccio solo per poco non temete, andando molto avanti nel tempo, io vedo tipografie chiuse, cartiere chiuse, editori chiusi… E un sacco di gente senza lavoro. A vantaggio di chi? Dei soliti. Multinazionali dell’elettronica che fanno stampare circuiti in Cina o India per pochi centesimi e che li rivendono in Europa a centinaia di euro. Giganti del software (Microsoft, Google) che si appropriano dei diritti di sfruttamento di milioni di volumi, facendo quello che pare loro. Io non posso cambiare le cose, succederà quello che deve succedere, ma chi vi racconta oggi che l’eBook è una rivoluzione culturale che va tutta a nostro vantaggio, mente forse senza saperlo, perché mi giunge nuovo che i giganti dell’elettronica e dell’informatica che “promuovono” questa rivoluzione, siano diventati enti benefici…

Nonostante tutta la tecnologia, non è all’altezza del vecchio libro
Alla fine del discorso, però, io mi chiedo se sia davvero necessario sottomettersi ancora una volta a questo stress tecnologico. Ribadisco quanto detto all’inizio: chi scrive queste righe è un malato di tecnologia, con televisore LCD HD e Home theatre, cellulare evoluto, PC possente e 2 notebook… Ma se voglio vedere la TV e voglio vederla al meglio, l’HD è quello che fa per me. Per telefonare e segnare i miei appuntamenti, il cellulare che ho è una benedizione.
Ora, invece, spiegatemi perché dovrei rinunciare a un oggetto tecnologicamente già perfetto come il libro di carta. Ricordo che un mio docente in università ci faceva una testa così citando La bellezza è figlia della funzionalità. Un oggetto è bello quando assolve alla sua funzione e lo fa perfettamente. Il libro assolve alla sua funzione da circa 500 anni e lo fa alla grande.
- è infrangibile (puoi farlo cadere tutte le volte che vuoi e non devi votarti ai tuoi santi in paradiso perché non si rompa il display LCD);
- è ecologico (non consuma energia elettrica, non ha bisogno di essere ricaricato, non credo che per produrlo si inquini di più di una qualsiasi industria elettronica ed è facilmente riciclabile)
- è economico (per un lettore medio, lo è sicuramente se confrontato a un eBook più il costo di ammortamento del lettore)
- nessuno cercherà mai di rubartelo (quante volte al mare ho lasciato il libro sulla mia sdraio per andarmi a tuffare in acqua? Non mi sono mai dovuto preoccupare che qualcuno me lo rubasse, mentre cellulari, iPod e lettori eBook sono prede potenziali)
- non ha bisogno di manutenzione (nessuna riparazione, nessun aggiornamento software, leggibilità anche tra 30 anni mentre un qualsiasi eBook reader sarà da buttare dopo 6/7 anni, nessuna ansia da incompatibilità di formati dei file: se il libro è in italiano, lo compri e lo leggi)
Non dico che un eBook reader non abbia vantaggi, ma i vantaggi che offre, non riescono a farmi dimenticare i suoi difetti. E’ vero, in un unico eBook posso mettere centinaia di libri. Sì ma chi se ne frega: mi trovate un lettore accanito che non ami vedere i suoi libri in fila al loro posto nella libreria di casa? E le dediche sui libri? Cosa mi farò firmare, un fax?
E poi, se il solito lettore medio legge 10/12 libri l’anno, in 10 anni ne potrà accumulare al massimo 100/150. Che se ne fa della potenzialità di “migliaia di testi archiviabili”? Con il lettore eBook potrò vedere filmati e leggere i quotidiani… Ma ho il PC per questo. E io non voglio leggere il Corriere, voglio leggere bene un romanzo.
Certo, si dice che potranno tornare in circolazione testi dimenticati e non più in catalogo. Questo è buono. Ma solo questo. E comunque, periodicamente, gli editori recuperano alcuni vecchi testi per riproporli in economica.
In definitiva
Non dico che alzerò barricate contro l’arrivo dell’eBook, perché come ho già scritto se questa rivoluzione dovrà accadere, semplicemente accadrà, che mi (ci) piaccia o meno, visto che dietro a tutto questo ci sono come sempre colossali interessi economici in ballo. Vorrei solo che ci si avvicinasse al fenomeno senza false illusioni e si capisse che l’editoria è un mercato molto più fragile rispetto a cinema e musica. La pirateria, che in molti osannano, farebbe strage. E gli autori non possono fare spettacoli dal vivo per racimolare i soldi che non recuperano dalle vendite dei libri come fanno i cantanti. Nessuno li paga per ospitate TV. E’ un mercato povero, che combatte duramente schiacciato da altri in espansione. E non vorrei vederlo finire in mano ad aziende come Google (come sta già accadendo negli USA) in un modo così dispotico e irritante da far rimpiangere le politiche editoriali dei grossi gruppi italiani.
Se devo rimpiazzare un padrone dispotico con uno non solo più dispotico ma infinitamente più potente, allora preferisco la sofferenza attuale. E scusate se vi pare brutto.