Amazon ti brucia la libreria!
Ci sarà chi sosterrà che è un caso, una svista, una cosa che non si ripeterà. Ma poche settimane fa, ho pubblicato un lungo (e piuttosto polemico) articolo sugli eBook che oggi si dimostra drammaticamente incompleto. Perché tra le varie nefandezze possibili, non avevo certo pensato a questa!
Connettendosi con il proprio Kindle, l’eBook reader di Amazon, il distributore americano ha cancellato senza chiedere preventivamenteil permesso al cliente, i volumi di George Orwell, l’autore di “1984“, il papà del Grande Fratello. Il motivo pare che risieda nel fatto che a distribuire i libri di Orwell fosse una azienda che non era in possesso dei diritti necessari. Quindi Amazon ha interrotto la commercializzazione del volume e ha ficcato le mani nei Kindle degli utenti, cancellando i loro libri.
Non è tanto l’episodio in sè che mi disturba, perché se sono stati distribuiti impropriamente dei titoli, è giusto che si ponga rimedio, quanto la manovra lesiva della privacy del cliente. Oggi il motivo è lecito, ma domani? E a prescindere da questo: chi dà il diritto ad Amazon di entrare IN CASA MIA (il mio kindle è proprietà privata) e portarmi via qualcosa di regolarmente acquistato da Amazon stessa? Fareste entrare un ispettore in casa vostra per fargli controllare i volumi che avete nella libreria? Un tizio che vi chieda se i libri sono vostri o sono stati prestati da qualcuno? Oppure che vi chieda lo scontrino di acquisto di ogni volume nella vostra libreria?
Non c’è modo di arrestare questa rivoluzione, l’ho già scritto, ma continuo a ribadire che non vedo buoni segni. Spero di essere sbugiardato quanto prima e di vedere un futuro radioso per il libro, ma se il buongiorno si vede dal mattino…
Tags: Amazon, eBook, eBook reader, Kindle





luglio 22nd, 2009 at 13:12
Veramente il caso specifico non è dovuto ai libri ma alla stupidità degli utenti.
A me non avrebbero cancellato proprio nulla o, almeno avrei avuto un backup di quello che ho acquistato.
Prendi l’Italia, quante persone sanno quali dati su di loro girano fra le banche, le assicurazione e gli istituti di credito? Tutto legale? NO!