Scommettiamo…
… che non appena i lettori di eBook saranno diffusi anche in Italia così come negli USA, i “ganassa” che oggi dicono di difendere “la libera circolazione delle idee” mettendo tomi di 400 pagine on line in formato PDF, faranno sparire tutti i file dai loro siti web e non ci penseranno nemmeno a pubblicare free i file dei nuovi romanzi?
“Il Vizio” stasera a Milano
Stasera, al Sud Dinner Bar di via Solferino 33 alle 19,30, Andrea G. Pinketts e Stefano Di Marino presentano IL MIO VIZIO E’ UNA STANZA CHIUSA (in edicola ancora per tutto il mese di dicembre, con il Supergiallo Mondadori).
Oltre al sottoscritto, parteciperanno: Barbara Baraldi, Daniela Basilico, Andrea Carlo Cappi e l’editor del Giallo Mondadori Sergio Altieri.
Sequel: Il Corvo XXXIV
Uscite fuori, io entro dentro.
Spesso si rimprovera agli scrittori esordienti una non eccelsa padronanza della lingua, ingenuità e scorie che zavorrano l’autore alle prime armi, fonte di derisione di quella parte più sadica della critica. Peccato che il problema linguistico non sia un affare di loro esclusiva competenza.
Ieri sera, mentre mangiavo qualcosa di nocivo, dolce e ipercalorico (ma perché le cose più buone fanno malissimo mentre i broccoli sono tutta salute?), standomene disteso sul divano, sento una giornalista televisiva usare l’espressione “entrò dentro“.
La carie al molare è stata immediata.
Non è la prima volta che capita, così mi sono detto: adesso vi faccio vedere io!
Se posso tranquillamente fingere di non aver sentito il pleonasmo dell’uomo della strada, mi chiedo perché dovrei ignorare quello del giornalista. Già devo sopportare che questa gente parli con accenti tanto pesanti da fare invidia a una edizione regionale del TG3 (santodio, vuoi andare in diretta nazionale? frequenta uno straccio di corso di dizione allora… ), ma perché si devono sentire simili brutture?
Ci toccano perle come il già citato entrare dentro (mai visto qualcuno entrare fuori? se entro, dove vuoi che vada, benedetta testa di legno?), o lo speculare uscire fuori, ma si sentono anche i pregevoli salire su e scendere giù. Del resto viviamo in uno spazio tridimensionale… Formule simili sono di chiara derivazione dialettale e so che vengono tollerate anche da fini letterati. Ma diciamocelo guardandoci nelle fosche pupille: fanno schifo. Ebbene sì, signori giornalisti, rassegnatevi. Queste espressioni fanno s-c-h-i-f-o. Già abbiamo dovuto decretare la morte del congiuntivo, non mi sembra il caso ripetere le esequie.

Sabato e domenica sarò a Genova per l’appuntamento con Autunnonero – Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror. A partire da sabato alle 15.00, infatti, si terrà il primo convegno di studi in Italia sul Folklore e il Fantastico. Tantissimi gli interventi tra i queli vi segnalo in particolare quelli della giornata di domenica:
Franco Pezzini
«…e nessuno ne restò». Miti e strutture del fantastico nero in Dieci piccoli indiani
Alessandro Defilippi
La sospensione dello sguardo: l’incrinatura immaginale della letteratura fantastica e lo spazio interiore della terapiaGianfranco Manfredi
Magico Vento e gli ultimi vampiri. Storie di morti inquieti tra Vecchio e Nuovo MondoDanilo Arona
Melissa, o della genesi di un (vero) fantasma contemporaneoC’è anche il sottoscritto, in mezzo a tanto ben di Dio…
Andrea G. Colombo
Le favole del diavolo. Il buio interiore nel cinema horror
Quando mi è stato chiesto di cosa avrei voluto parlare, non ho avuto dubbi. Satana e lesue schiere infernali sono da sempre per me il tema più affascinante della narrativa e del cinema horror. Non a caso, il romanzo al quale sto lavorando, Il Diacono, è proprio di questo che si occupa: Diavoli, esorcismi, possessioni, antiche profezie.
Religione e superstizione, mito e realtà si confondono in maniera unica e suggestiva, cosa che non avviene per nessun altro degli archetipi horror. Cercherò di raccontare – molto velocemente e per una platea di non addetti ai lavori – questi aspetti e di fare un breve percorso tra le pellicole fondamentali ascrivibile a questo sulfureo filone.
Se sarete da quelle parti, ci vediamo al CASTELLO D’ALBERTIS.
L’ingresso è gratuito. Più di così…
PARANORMAL ACTIVITY? NO, GOAT
Dopo Paranormal Activity… la versione dedicata alle capre di L’uomo che fissa le capre (The Men Who Stare at Goats). Agghiacciante.
Umorismo macabro XXVII
Un cowboy, appena sposatosi in una cittadina del Far West, sta portando la giovane sposa sul suo splendido cavallo dirigendosi verso la vicina fattoria. A un tratto il cavallo inciampa negli arbusti e quasi disarciona i due giovani. Il cowboy ferma il cavallo, scende lentamente di sella, si mette faccia a faccia davanti al cavallo e gli dice: “E uno…”
Poi risale e riparte verso la fattoria. Poco dopo di nuovo il cavallo fa uno scarto per evitare un serpente e per poco non fa cadere i due giovani di sella. Di nuovo il cowboy scende dal cavallo, si mette di fronte a lui e gli dice: “E due…”
Finalmente i due stanno arrivando alla fattoria quando il cavallo per poco non fa cadere i due inciampando in una buca. Il cowboy e la sposa scendono dal cavallo, il cowboy guarda fisso negli occhi il cavallo e gli dice: “E tre!”
Poi estrae la colt e gli spara.
La sposa rimane allibita: “Ma come, un cavallo cosi’ bello, e per cosi’ poco lo ammazzi!”.
E il cowboy, tranquillo, guarda negli occhi la sposina e poi dice: “E uno…”
Il mio vizio è una stanza chiusa
E’ in arrivo in tutte le edicole italiane (proprio in questi primi giorni uggiosi di novembre) l’antologia del Supergiallo Mondadori “Il mio vizio è una stanza chiusa“.
All’interno ci troverete BOXED una mia novella (o romanzo breve, se preferite) che stento a inquadrare in un solo genere. E’ figlia di suggestioni diverse.
Il filo rosso che lega tutte le novelle raccolte nell’antologia è ben riassunto dalle parole del curatore, Stefano Di Marino, il quale scrive nella sua introduzione:
[...] Una corrente iniziata dai primi film di Mario bava, proseguita con Lenzi, Martino, Fulci, Argento e molti altri. Quel ‘thrilling’ che ha saputo mescolare il giallo classico con atmosfere nostrane, suggestioni a volte al limite del paranormale, un certo grado di exploitation e crudeltà.
Se volete saperne di più sull’antologia, visitate il sito ufficiale all’indirizzo: ilmiovizio.horror.it
Vi auguro buona lettura.






