Teneri, dolci, morbidi e… affamati

Date: 30 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Ciarpame, Cinema  |  Comments: 0

Non guarderete mai più allo stesso modo un leprotto, dopo questo film…
Buon anno!

Night of the Lepus (1972)

Tutto disponibile su YouTube in nove parti: 0203040506070809

(grazie a Stefano per la segnalazione)

Il Teschio di Neve

Date: 28 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Ciarpame  |  Comments: 0

E riecco Natale…

Date: 24 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Roba mia  |  Comment: 1

Beh… auguri!

E adesso una sorpresa. Alcuni simpatici bimbi, fermi ad attendervi al freddo, fuori dalla porta di casa vostra, intoneranno un suggestivo canto tipico del Natale…

Il crepuscolo dell’horror?

Date: 21 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Riflessioni  |  Comments: 11

Da qualche settimana sono perseguitato da Twilight. Il che è davvero un paradosso se si considera quanto io poco gradisca le storie sui succhiasangue e che la recente tempesta vampirica abbatutasi sulle libreria mi procuri sbadigli da lussazione della mandibola.
La mia idea su Twilight in formato romanzo o cinematografico che sia, è questa. Il mio interesse per la saga milionaria della Meyer è pari alla temperatura media del Polo Sud, quindi ne parlo con una certa insofferenza.

Però.

Ho letto un pezzo di Loredana Lipperini sul suo blog e mi sono posto qualche domanda. Davvero Twilight fa così male all’horror? Davvero parlarne è un peccato tanto osceno? Secondo me no.
O meglio, dipende in quali termini.
Ma non può essere sbagliato parlarne tout court.
Lungi da me cercare di convincere chi non la pensa come il sottoscritto, tantomeno un critico blasonato come la Lipperini. Sono un fruitore appassionato di horror da sempre e un divulgatore da almeno 15 anni, quindi non sono esattamente una fonte imparziale. E’ OVVIO che cercherei di vendervi il cammello. Un cammello nero e con le zanne. Diamolo pure per scontato, quindi.

Ma è anche vero che ho la mia idea sull’horror e su come se ne dovrebbe parlare, quindi perché non dovrei dirvi qualcosa a riguardo? Detesto chi si atteggia a guru di questo o quello (ce ne sono tanti on line, e fanno malissimo al genere, sono da evitarsi come la peste), quindi mi limiterò a questo piccolo aspetto della questione. Il resto me lo tengo per me, promesso.

Partiamo dalla osservazione più banale. La questione non è – e non può essere – se sia un male parlare di Twilight (o di altra porcheria a esso assimilabile), ma di come se ne parli.

Occorre sempre ricordarsi che ci si rivolge a un pubblico eterogeneo, non ai nostri quattro amichetti, e una volta chiaro questo, gli si racconta come la si pensa. Su tutto. O ci si impegna a farlo, per lo meno.
Anche sui maggiori siti horror americani, si è discusso se fosse o no il caso di parlare della saga romantica a base di canini. La decisione finale è stata: perché non dovremmo farlo? Già, perché no?

Non può essere un bene o un male parlarne. Ma deve essere chiaro a chi legge cosa se ne pensa. Altrimenti a cosa servirebbero le critiche negative? Basta che se ne parli? Noi non facciamo gossip.
Su Horror.it - a proposito del primo Twilight, si può leggere :

Tutto il resto, tutto quello che dovrebbe interessare gli appassionati di cinema, sgrossato delle implicazioni mediatiche, pseudo-sociologiche e di marketing, rientra a pieno diritto nel calderone di quanto di più classico, immobile e massivamente ingannevole il mondo cinematografico sia riuscito a propinarci negli ultimi anni. Il Twilight-tormentone consta di centoventidue minuti (122 minuti!) di profumato ed emozionale polpettone adolescenziale, sapientemente costruito da una regista che nei clichè della fanciullezza ha sempre allegramente sguazzato (Thirteen e il meno indigesto Lords of Dogtown), e dai quali è sempre riuscita a ricavare riconoscimenti ufficiali e non.

A questo indirizzo, la recensione originale.

Abbiamo parlato di Twilight. Lo abbiamo misurato, pesato e trovato insufficiente. Avremmo sbagliato se lo avessimo eletto a esempio di come si racconta una storia di vampiri… ma chi ha mai sostenuto questo sulle nostre pagine? Chi? Nessuno. Anche perché lo avrei preso a scappellotti.
Quello che dovrebbe fare ciascuna testata che si occupi di horror è non scartare mai nulla per pregiudizio. MAI.
E’ quello che io ripeto sempre ai miei collaboratori.
Ci sono cose che possono piacerci o piacerci di meno, ma MAI scartare nulla a priori. Anche se pensiamo che a quei quattro vampirelli adolescenti faremmo volentieri la festa a suon di testate…

E sapete perché dico questo ai miei?

Perché lo stesso horror è da sempre oggetto di pregiudizio. Da sempre. Sono anni che in Italia film e libri horror sono criticati senza nemmeno essere letti o visti, solo per l’appartenenza a un certo ambito del fantastico. Questa cosa ci fa andare in bestia, vero? A me sì, parecchio. Quindi perché NOI per primi dovremmo farlo? Saremmo degli ipocriti se ci lamentassimo di non avere la dovuta attenzione e poi ci atteggiassimo – noi per primi – a snob, non credete?

Purtroppo il fandom è pieno di snob. Ci sono blogger abituati a campare solo grazie al loro snobismo di ritorno. Ce n’è uno in particolare che io chiamo RINGHIO (tu lo sai chi sei, vero?) che ne ha fatto un marchio di fabbrica: criticare a prescindere, per principio. E’ tutto cacca. Gli scrittori italiani sono cacca. Le cose che piacciono alla gente comune sono cacca.
Un enorme cumulo di guano.

Ma allora cosa è cambiato dall’atteggiamento spocchioso dei critici di una ventina d’anni fa, quei Grandi Vecchi che hanno praticamente affossato l’horror? Nulla, a sentire questi patetici ringhiatori di professione.
E noi dovremmo diventare come questa gente? Come quelli che più disprezziamo e che tanti danni hanno fatto al genere che amiamo?
No, mai.

Per questo (e lo dico a una professionista come Loredana Lipperini che stimo e seguo da tempo, considerandola uno dei pochi critici in grado di comprendere le profondità e peculiarità della narrativa fantastica) noi cresciuti a pane e horror, in questa palude maleodorante, non possiamo né vogliamo voltarci dall’altra parte. Non è nel nostro DNA. Non dovrebbe esserlo, per lo meno.

Noi il mostro lo dobbiamo guardare in faccia. E se si rivela un pacco clamoroso, allora lo facciamo a pezzi. Ma preferiamo prima studiarlo. Abbiamo memoria lunga, sappiamo quanto sia brutto essere scartati ancora prima dell’esame. Quindi cerchiamo di dare una possibilità a chiunque.

Questo è l’horror.

Il Diacono: anteprima copertina e date

Date: 21 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Diacono, Libri, Roba mia, Scrivere  |  Comment: 1

Gargoyle Books ha reso pubblico il ricchissimo catalogo delle uscite per il 2010, anno del quinto anniversario del più importante e qualificato editore italiano per quanto riguarda l’horror. All’interno la news dell’uscita dell’atteso romanzo IL DIACONO.

Da quando Horror Mania, la rivista da edicola che ho curato per quasi 4 anni, ha chiuso i battenti, in molti mi hanno chiesto che sorte sarebbe toccata al Diacono, il tenebroso monaco esorcista che ho creato nel 2004 e “testato” sulle pagine della rivista lanciando una sorta di sfida letteraria aperta a tutti. Di solito la mia risposta era: sto pensando a un romanzo. Ecco, alla fine ho smesso di pensare e ho iniziato a scriverlo, sto benedetto romanzo. Un tomo di oltre 400 pagine che affronta tutti i temi a me più cari: lo scontro tra Satana e l’uomo, il Conflitto Finale, le antiche profezie, il vero senso della realtà e lo scopo ultimo della nostra esistenza su questa Terra.
Il romanzo che leggerete a Ottobre 2010, farà presumibilmente parte di una trilogia. Ogni libro sarà godibile singolarmente. Ma tutti insieme saranno un pantheon, una nuova Genesi. O meglio: saranno il Libro dell’Apocalisse.

Per questo libro sono ripartito da zero, ovviamente, le vicende narrate a puntate su Horror Mania erano una sfida, una storia a sé tra me e i lettori. Nel romanzo, invece, ho seguito la linea narrativa che avevo in mente sin dall’inizio, ritornandoci più e più volte, modificando, togliendo, cambiando strada a ogni svolta, stupito io stesso dalla piega che prendevano via via le vicende dei miei personaggi. Mi hanno davvero sorpreso. Vi garantisco che ogni tanto mi sono ritrovato a chiedermi chi stesse scrivendo la storia, se io o i miei personaggi. Alcune rivelazioni sono letteralmente saltate fuori all’improvviso, spazzando via settimane di riflessioni e quando le ho viste, nero su bianco, mi sono stupito  dicendomi quanto, in effetti, fosse naturale che andassero così le cose..

Sulla trama per il momento mantengo il riserbo, del resto manca ancora molto prima dell’uscita in libreria e non vorrei anticipare troppo i tempi. Ve ne parlerò più avanti, che ne dite? Vi avverto, però, che troverete alcune vecchie conoscenze ai quali si affiancheranno nuovi personaggi che semplicemente adoro. La protagonista che ho inserito, una giornalista televisiva (per il momento top secret), è un amore. Lo so, è scontato che un autore si innamori dei propri personaggi, però in alcuni casi è davvero inevitabile.
Questo è uno di quei casi.

Ci sarà ovviamente il monaco nero, il Diacono, l’esorcista definitivo. Misterioso, tenebroso, senza un passato. Lo vedrete più taciturno e inquietante che mai. Le rivelazioni sul suo conto saranno roba tosta.
Ma non saprete nulla da me, adesso.
Nulla.
Vi toccherà leggere il libro se vorrete sapere chi sia il Diacono in realtà. Non aggiungo altro perché a ogni parola che scrivo, rischio di rivelare qualcosa. Quindi acqua in bocca.

Ritroveremo, ovviamente, padre Valdés, il vecchio abate dell’ordine dei Celati. Lo vedrete in una veste inflessibile e inarrestabile, deciso a scoprire quale siano i piani del Male. L’ho reso ancora più deciso, ancora più tosto e mi ha divertito un sacco.
Tutti i monaci Celati del romanzo, in effetti, sono maledettamente tosti.
E vi renderete conto del perché, quando leggerete alcuni oscuri retroscena della loro storia. Solo allora capirete perché sono così temuti e braccati, sia dalle forze sataniche che dalla Chiesa.
Ah, sappiate una cosa: i celati sono solo 33.
Mai uno di più.
Così è stato e così sempre sarà…

E per finire lei.
Lo so, in realtà stavate aspettando solo questo. Sarà più bella, seducente e spietata che mai. Tessa, l’incarnazione del Male Assoluto. Vedrete la nascita di una Dea oscura, scoprirete quali sono le sue origini e ne assaporerete l’ira. La sua lotta senza quartiere con il Diacono sconvolgerà le vostre certezze su molte cose. Sarà difficile capire per chi fare il tifo, alla fine… Santoddio quanto mi piace la follia assassina di Tessa. E’ una forza primigenia, crudele e devastante. Le ho fatto commettere le peggiori nefandezze e ancora lei non era soddisfatta. Alcune cose ho dovuto alla fine tagliarle perché era davvero troppo. Forse in futuro, vediamo come il mondo accoglie il suo arrivo.
Un passo alla volta, amici.
Un passo alla volta verso l’abisso.

Col tempo (e ne abbiamo ancora parecchio a disposizione), vi svelerò altri retroscena e prima dell’uscita del romanzo, vi chiamerò in causa… ma non adesso, non subito. Vi basti sapere che ho intrapreso una via non semplice, fatta di incastri, di rimandi. Ho letto troppi libri per accettare l’idea di seguire una strada già battuta. Adoro la via più pericolosa, sempre.
Diverse sono le linee narrative che si intrecciano e si svelano poco a poco. Niente è come sembra. Tutto è come previsto.
La fine è vicina… conviene attrezzarsi.

A questo indirizzo, trovate la presentazione non solo del mio romanzo, ma di tutto il fantastico catalogo del 2010 di Gargoyle Books. Dodici volumi, uno al mese, assolutamente imperdibili. Facciamo undici imperdibili e uno caldamente consigliato, se no dite che mi parlo addosso!
A presto per nuovi aggiornamenti.

Vuoi sapere come morirai?

Date: 17 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Cinema  |  Comment: 1

(via Giavasan)

Miracolati

Date: 16 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Metafisica, Riflessioni  |  Comments: 0

L’impalpabile differenza tra un miracolo e una tragedia è una frazione di secondo, sono pochi centimetri. Le persone che vedrete in questo video – tutto sommato divertente se guardato con la dovuta leggerezza – sono sopravissute a incidenti o sono riusciti in imprese sbalorditive. Alcuni tra questi hanno davvero rischiato di lasciarci la pelle. Ma sono sopravvissuti.

Perché?

Lo so, è una domanda inutile.
Perché va così, è la risposta corretta.

Il caso, ci dicono gli scienziati.
La vita è un caso, una combinazione tra le milioni possibili. E così le vite di queste persone: sopravvissute per un caso. Perché così doveva andare a causa della dinamica dell’incidente, perché in realtà la loro salvezza deriva dal fatto che non sono mai stati in pericolo.
Per uno che si salva in questo video, ne muoiono a migliaia.
La legge dei grandi numeri, insomma.

Sì, va bene.

Ma loro sono sopravvissuti…

Dopo aver visto questo filmato, ho ripensato a quante volte, vedendo un film o leggendo un libro noi tutti ci interroghiamo sulla plausibilità di alcune scene. L’eroe che schiva per un millimetro un masso enorme che gli rotola addosso. Un intero grattacielo che cade sopra a un malcapitato che ne esce, tuttavia, illeso.
Il caso rende tutto possibile.
Anche le cose che non lo sono.
Come i miracoli.

Sonny

Date: 15 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Ciarpame  |  Comments: 0

Free Online Games brought to you by Armor Games

La copertina perfetta…

Date: 14 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Diacono  |  Comments: 2

… per il Diacono!
No, non sarà questa (è già pronta ed è fighissima… appena l’editore mi dà il permesso, ve la sparo in mega anteprima!), ma quante suggestioni sono racchiuse in questa fotografia, eletta tra gli scatti migliori del 2009 dall’agenzia Reuter.


croce

I libri e il pescatore più idiota del pianeta

Date: 10 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Ciarpame, Riflessioni  |  Comments: 0

Sto meditando da giorni se sia il caso di scrivere un pezzo piuttosto polemico sull’argomento critica e gusti, letteratura ed editoria. Penso e ripenso. Ne ho voglia, mi chiedo? Anche no…
Mentre rifletto e faccio millemila altre cose, scovo in rete un video idiota (davvero taaaanto idiota) che mi fa fare più di una sana risata. Ragazzi, mi dico, questo tizio è un vero spasso…

Sì, ok, ma il pezzo sull’editoria?
Aspetta un attimo, mi ri-dico…

Nel video c’è un pescatore statunitense (credo) famoso, tale Bill Dance.
Bill Dance fa lo splendido.
Bill Dance vuole insegnarci come si pesca, come si naviga sui fiumi, come ci si attrezza per la bisogna.
Bill Dance fa il saputello.
Poi però, dietro le quinte succede l’iradiddio, lo Zio Bill fa cazzate tali da far schiattare dal ridere chiunque, figuracce che ci mostrano – impietosamente – quale enorme impiastro sia in realtà Bill Dance. In video apparirà anche un espertone, ma poi, alla prova dei fatti, quando si tratta di fare anziché menare il torrone spiegando come si dovrebbe fare, si capisce chiaro che il Sig. Dance, farebbe più soldi come attore comico che come pescatore.

Video su YouTube

Mi chiedo, allora, se prima di salire in cattedra, non sarebbe meglio sincerarsi di essere in grado di farlo senza rischiare scivoloni. Il dubbio è buono, è sacrosanto, è nostro amico. Avere troppi pochi dubbi e spacciare certezze, non è mai un buon segno.