Rari, rarissimi casi…
Post polemico. Scusatemi da subito, se non è il vostro genere passate pure oltre.
La fredda cronaca: leggo uno dei millemila comunicati stampa, un messaggio inviato a me come a chissà quanti altri. Si parla di un’antologia che dovrebbe raccogliere il meglio dei racconti pubblicati su un fantomatico sito. Leggo il comunicato stampa, che a un tratto si trasforma in una delirante serie di “consigli” agli aspiranti autori horror e una frase mi fa venire la pelle d’oca.
lo spirito del ***** e’, e rimane, soltanto quello di creare uno spazio dove poter praticare un genere letterario che, almeno secondo la nostra osservazione, se si eccettuano rari, rarissimi casi sembra non essere frequentato affatto dagli autori italiani.
Ecco, dopo questa perla ho deciso di cestinare questo e tutti gli eventuali futuri comunicati del mittente. Chi mi conosce da tempo, sa già il motivo. Chi non mi conosce se non per le cose che ho fatto, dovrebbe intuirlo. Ragazzi (e ragazze) vediamo di capirci: fai l’editore, fai un sito che raccoglie storie horror, dici di voler pubblicare una antologia di storie horror… vuoi almeno informarti sullo stato delle cose? Vuoi usare Google e renderti conto di com’è fatto il pianeta sul quale vuoi atterrare?
Sembra non essere frequentato affatto dagli autori italiani…
Dove diavolo vivete, su una luna sfigata di Giove?
Cosa abbiamo fatto noi (io e tutti gli altri pazzi come me) sino a oggi? Pettinato bambole? Raddrizzato banane? Cancellato le macchie alle giraffe? Fatto ballare le scimmie? Fatto ballare bambole e pettinato scimmie? Di che cosa diavolo state parlando, insomma? Se volete trattare una materia, potreste avere almeno la decenza di documentarvi un pochino prima, non vi pare? Forse questo discorso poteva andarmi bene 15 anni fa, ma adesso… Adesso, per favore no, grazie.
Specie quando poi vedo spiegato così pedissequamente lo spirito dell’iniziativa (ve lo risparmio) e come dovrebbe essere fatto un racconto horror… Questo, ragazzi miei, significa non avere davvero la minima idea di cosa sia oggi la scena horror italiana. Significa avere la presunzione di saperla lunga. Quindi mi chiedo: ma che razza di antologia horror potrete mai pubblicare, signori miei, se siete a un tale assurdo livello?
Se non e’ ancora chiaro dopo la premessa contenuta nel punto “xxxxxx”, qui ribadiamo di preferire racconti che non presentino soggetti troppo violenti e desideriamo non alimentare credenze superstiziose circa l’occultismo – caproni del sabba, messe nere, pentacoli…
Ma per l’amor di Dio!




