Ora basta con questo Harry Potter!
Life…
Non va mai come vorremmo.
Ci illude, poi un guizzo e ci frega alla grandissima.
Ci dice: buttati, sono qui io a prenderti, non preoccuparti. E tu, coglione, ti butti e mentre precipiti a velocità folle, la vedi e tremi, perché la bastarda ti fissa con l’occhietto furbo e capisci che sta per scansarsi. Ci provi a frenare, ma non hai mai imparato a volare – eh sì che te l’aveva detto mamma che dovevi studiare di più - così va a finire che sbatti col muso per terra.
L’asfalto, poi, è sempre così dannatamente duro…
La vita, dovete sapere, ha un pessimo senso dell’umorismo.
E a me non fa più tanto ridere, se devo dirvela tutta.
Però mi fa riflettere. Parecchio. Perché se è vero che quello che non ci uccide ci rende più forti, è anche vero che a furia di cicatrici e fratture, finiamo per non riconoscere più noi stessi. Diventiamo più forti, ma differenti. Deformi. Perdiamo l’innocenza, la spontaneità, la capacità di dare noi stessi, iniziamo a fare calcoli.
La vita ci costringe a essere cinici.
A lei piacciamo così.
Là fuori c’è un mondo inospitale e per nulla affascinante.
Là fuori c’è un mondo fatto di gente pronta a passarti sopra con un trattore solo perché è divertente sentire il rumore delle ossa che si spezzano.
Là fuori, non c’è nulla che in fondo valga davvero la pena di essere visto.
Perché il vero spettacolo è quello che – nonostante tutto – riusciremo a conservare intatto di noi stessi.






