Fantasy Horror Award

Date: 26 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Roba mia  |  Comments: 2

Mi è appena arrivata la brochure del Fantasy Horror Award di Orvieto (19-20-21 Marzo) con il programma completo. Potete scaricarla cliccando qui. Ieri mi è arrivata  anche la liberatoria da firmare da parte del canale Fantasy (su SKY) per le eventuali riprese TV. Questi fanno sul serio.
Dovrò iniziare a studiare un escamotage efficace.

Guardando il programma, ho la conferma ufficiale di data e orario dell’incontro al quale parteciperò:

LIBRERIA MONDADORI DI ORVIETO
Sabato 20 Marzo – Ore 18:20

Tavola rotonda: “Ri-nascita della narrativa horror italiana”
Tavola rotonda a cura del portale www.horror.it.
Interverranno Andrea G. Colombo, Gianfranco Manfredi, Gianfranco Nerozzi e Alan D. Altieri.
Modera l’incontro Luca Cerretti.
Ingresso libero.

Ok, adesso so che sarà di me. Ci si vede a Orvieto.

Specchio delle mie brame 2

Date: 23 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Cinema  |  Comments: 2

Dopo il super mash-up di ben 36 titoli che vi ho già presentato qualche giorno fa, adesso vi propongo (sempre dallo stesso autore, a quanto pare) un’altra chicca a base di specchi, composta questa volta da spezzoni tratti da soli due film: Evil Dead II (di Sam Raimi, 1987) e Repulsion (di Roman Polanski, 1965).

Già che ci sono, vi lascio con un brevissimo filmato che so già vi solleticherà non poco se non avete avuto occasione di vederlo prima d’ora.

Come forse avrete capito (e se non l’avete capito, sono qui per questo), sono in pieno trip da riflessi. Non a caso sto scrivendo un pezzo che come argomento ha proprio gli specchi, per il numero cinque di DARK.

Poveri, sciocchi selvaggi…

Date: 18 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Roba mia  |  Comments: 13

Ora capisco gli indigeni che si vedono talvolta nei film d’avventura, parlo di quelli che vanno via di testa quando si fa loro una fotografia e che, tendenzialmente, un attimo dopo tirano fuori il machete e cercano di fare la pelle al fotografo di turno. Il terrore che coglieva quei poveri selvaggi, si racconta in queste pellicole, era dovuto al timore che quella macchinetta infernale sottraesse loro l’anima. Poveri, sciocchi selvaggi…
Sì, poveri sciocchi…
Oggi, però, mi sento molto vicino a loro.
Fratelli indigeni, vi stimo.

Per chi come me non è abituato alle fotografie, nemmeno quelle scattate di rigore ai battesimi e ai matrimoni, una fotografia è un furto, è un trauma, è un attimo congelato per sempre, non discutibile e assoluto. Eppure, facendo vedere alle persone a me vicine le fotografie che quell’artista di Fredi Marcarini, mi ha scattato sabato scorso, so di non avere torto a temere questo mezzo potente. Alcune persone, vedendo questi dodici scatti (selezione di una valanga di fotografie che mai in tutta la mia vita), hanno detto: “Qui ti riconosco, questo sei tu. Qui invece no.”

Non ho tutti i torti, allora…

Nel romanzo che potrete leggere il prossimo ottobre, Il Diacono, oltre alle tematiche di cui vi parlerò più in là, uno degli aspetti che mi ha intrigato di più è stata la possibilità di giocare sullo stridere tra requisiti fisici e morali. Azioni che ci sorprendono, solo perché da quel certo soggetto pensiamo di non poterci aspettarci altro, reazioni per noi impensabili o improbabili in taluni contesti, con taluni soggetti… Nessun trattato sociologico, antropologico o psicologico, non spaventatevi, non ho gli strumenti adeguati per tediarvi tanto. Ma qualcosa, pur con i miei mezzi grossolani e inefficaci, credo di coglierlo pure io e sebbene abbia solo sfiorato la superficie del fenomeno, davvero solo sfiorato, mi sono divertito molto a farlo.

In una società come la nostra, dove l’apparire è spesso più importante dell’essere, come ci vedono gli altri rischia di essere determinante. Non fondamentale, forse, ma determinante sì. Fuori da ogni ipocrisia, ci sono persone che hanno la pretesa ci inquadrarci solo perché leggono quello che scriviamo, o addirittura per come siamo loro descritti da terzi. Figuriamoci quello che può fare un’immagine.

Tornando a queste fotografie, la riprova di quanto sopra, è che a seconda della persona a cui le mostro, mi è stato detto quale fosse quella che mi “rispecchiava” di più e addirittura mi è stato detto: “In questa non sei tu, non ti riconosco.”

E’ ovvio che questa cosa, me la può dire solo chi mi conosce e frequenta. Sanno chi sono e non li si può ingannare. Eppure la fotografia è un’immagine di me stesso, non ho maschere o trucchi o costumi di scena. Quello sono “oggettivamente” io?

L’immagine che abbiamo di noi stessi è la stessa che gli altri percepiscono? E se voi che non mi conoscete, vedeste una delle fotografie che – a detta di altri – non mi rispecchiano, quale idea vi fareste di me?

Questo è uno dei motivi per cui, tendenzialmente, dei miei personaggi evito di dare descrizioni fisiche troppo accurate. Ci sono caratteristiche salienti, imprescindibili, ma il resto preferisco sia frutto dell’immaginazione del lettore perché sarebbe come mostrargli fotografie di persone che non si conoscono. Darei un’idea forzata del personaggio, innaturale. E’ meglio che con i pochi tratti che descrivo, l’idea del viso si plasmi in base alle sue azioni e alle sue parole.

E a questo punto vi chiedo di aiutarmi: datemi un viso. In fin dei conti, non sarò altro che uno dei personaggi di quel libro. Qualcuno di voi magari mi conosce, altri un po’ di meno, altri ancora per niente affatto. E qui sta il bello. Devo scegliere quale fotografia mettere sulla copertina del romanzo (nell’aletta interna o in quarta di copertina, ancora non so) e quella immagine sarà la mia faccia anche per chi non mi conosce. Non posso proporvi la mia faccia vera, perché quella – semplicemente – non è fotografabile. E quelle che vedo fotografate le trovo insopportabili. Non posso fare altro che chiedere a voi che leggete, quale di queste fotografie vi potrebbe catturare di più, per chissà quale motivo. Non certo per il soggetto, che è quello che è, abbiate pazienza, ma per quello che evoca. Quale tra esse potrebbe incarnare la vostra idea dell’autore di un romanzo horror dove ci sono monaci esorcisti, un sacco di gente che ci lascia le penne e un mondo che scivola veloce verso il suo capitolo conclusivo?

Fatemelo sapere come volete. Via mail, qui sui commenti, su Facebook. Non importa come, ma fatelo.

Ecco!

Date: 18 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Ciarpame  |  Comments: 0

Il mio primo servizio fotografico

Date: 11 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Roba mia  |  Comments: 6

Ok panico.

Non sono così nervoso nemmeno quando devo andare dal dentista. E solo il mio dentista sa quanto io lo detesti profondamente. Chi mi conosce da tempo, è al corrente del mio pessimo rapporto con l’obiettivo fotografico. Non amo le fotografie e mi trovo insopportabile una volta che quelle infernali macchinette hanno congelato l’attimo.
Quando vedo una macchina fotografica ho la stessa reazione che potrebbe avere un vampiro di fronte a una collana d’aglio. E’ più forte di me. Non ho una fotografia decente dall’età di 16 anni circa, cerco di evitare di essere immortalato anche a prezzo di funambolici escamotage e di solito ci riesco.

Ma adesso, per lavoro, mi servono delle fotografie serie. E non c’è cristiano sulla terra che possa tenermi davanti a un obiettivo abbastanza a lungo per scattare una foto decente. L’unica soluzione possibile per uscire dall’impasse è mettermi nella situazione più scomoda e traumatica che mi venga in mente, e sperare che lo shock mi tenga zitto, buono e fermo abbastanza a lungo da consentire che si compia l’insano rituale. Mi sono quindi rivolto a un fotografo professionista. Il migliore su piazza.
Se non ce la fa lui…
Lì non potrò frignare o cercare di nascondermi, vado lì apposta e lo pago per torturarmi.

Stamattina la mia amica Ilaria, alla quale avevo chiesto di preparare il terreno spiegando al malcapitato quale incidente sul lavoro io sia in questo caso, mi ha mandato il messaggio che non avei mai voluto ricevere: “Ha detto che è libero questo sabato. Chiamalo entro sera.

Entro sabato? Di quest’anno?
Dì giuro!

Ho cincischiato fino a metà pomeriggio, poi ho inspirato profondamente e mi sono deciso a fare la chiamata. Il fotografo, grande professionista,  deve aver capito la situazione e si è messo di buon cuore a rassicurarmi. Ha provato a spiegarmi che in fondo si tratta solo di stare fermo… il lavoro lo avrebbe fatto lui.
Sì, certo, ma nella foto, poi uscirò io!

Insomma, ecco, questo per dirvi che sabato pomeriggio, mi toccherà il primo servizio fotografico della mia vita. E in tutta onestà, spero anche l’ultimo. Perché già so che – alla fine – la mia sorte sarà quella che toccò a Pozzetto…

Specchio specchio delle mie brame…

Date: 10 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Cinema, Stuzzicante  |  Comments: 3

Una scena simile c’è in molti, moltissimi film e romanzi horror. E’ qualcosa di irresistibile sia per chi scrive che per chi legge / guarda. Potremmo  arrivare a definirlo uno stereotipo ormai, ed è un peccato perché ha radici che affondano in profondità nel nostro subconscio. Dovremmo contingentarne l’utilizzo, per legge, per non svilirlo più di quanto non sia già stato fatto, ma è tardi e la ripetizione a oltranza ne ha irrimediabilmente bruciato l’effetto a sorpresa e la potenza evocativa.

In molti dei film citati nel video qui sotto, vedrete infatti come ci si sia ridotti al mero citazionismo, disinnescando il meccanismo specchio / terrore. Eppure questo rende possibili alcune “trappole”, dove si sfrutta l’aspettativa dello spettatore (che ormai sa cosa aspettarsi in scene come queste) per mostrargli tutt’altro. E’ un gioco a rimpiattino tra chi scrive e chi guarda. Un moto perpetuo…

Possiamo selezionare alcune tipologie di scena con specchio:

  1. Vetro appannato (una volta pulito, appare il riflesso malefico)
  2. Armadietto che si apre o chiude (il riflesso malefico appare o scompare);
  3. Il riflesso malefico scompare una volta che il protagonista, spaventato si volta;
  4. Falso pericolo;
  5. Il riflesso malefico non viene colto dal protagonista;
  6. Il viso del protagonista viene sostituito con quello del cattivo di turno.
  7. Non succede nulla (viene creata una falsa aspettativa nello spettatore);

Nel video vedrete anche alcune interessanti variazioni sul tema. Le riconoscete?
Comunque, tra le tante, la mia preferita è la penultima…

(via)

Dark: orrore in edicola

Date: 09 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Riflessioni, Roba mia, Scrivere  |  Comments: 0

Ne ho già dato notizia su Horror.it, ma vorrei aggiungere qualcosa anche qui sul blog, dove posso essere più informale e lasciarmi andare a considerazioni diverse. Per chi non avesse ancora letto il pezzo su Horror.it, DARK è una rivista della quale sinora sono usciti tre numeri in edicola. Nata come evento speciale, limitato nel tempo e totalmente dedicato ai vampiri, per volontà dell’editore e del curatore del progetto, Marco Accordi Rickards (che in passato aveva già collaborato col sottoscritto), la rivista tenta di aprirsi all’horror, proponendo da questo quarto numero recensioni e articoli firmati da personaggi che se bazzicate Horror.it e siete stati lettori di Horror Mania conoscerete benissimo (Roberto E. D’Onofrio, Andrea Lanza, Giuliano Fiocco, Andrea Avvenengo, Stefano Passeri).

Non sappiamo cosa accadrà, se questo progetto avrà fortuna e riuscirà col tempo a trasformarsi in quello che ambisce a diventare, resta però il fatto che visto il panorama editoriale attuale, è sempre più difficile fare programmi nel lungo periodo e conviene sempre navigare a vista. Mi auguro che la collaborazione Horror.it / Dark possa durare a lungo, ma anche se così non fosse, sarà stata comunque un’esperienza interessante. Io spero che voi che mi seguite ormai da anni vogliate dare un’occasione a questa neonata rivista, nella speranza che possa crescere e camminare sicura. Vi terrò comunque sempre informati sullo sviluppo della sinergia orrorifica, come è mio costume.

Fantasy Horror Award

Date: 03 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Roba mia  |  Comments: 8

Ebbene sì ragazzi, parteciperò al Fantasy Horror Award. So che le cose sono complicate, che la vita è dura e non ci sono più le mezze stagioni. Però basta mail dove tizio chiede di sponda a caio se ci sarò o no… Ci sarò. Non è che l’Italia stesse trattenendo il fiato, suvvia. Relax and enjoy. Mi è anche stato chiesto se volevo organizzare un evento e ho accettato. Parleremo di narrativa horror italiana, forse il sabato.

Dovrei esserci anche al galà, sempre che SKY prometta di non puntare mai le telecamere in mia direzione. Se comunque vedrete sul canale Fantasy uno con un sacchetto di carta in testa (un sacchetto con due buchi per gli occhi) saprete che sono in platea. Fate ciao ciao con la manina, please.

Nei prossimi giorni, alcuni comunicati stampa saranno periodicamente on line su Horror.it, tanto per tenervi informati in maniera ufficiale sugli sviluppi della faccenda.

Per chi si chiedesse come mai, per chi avesse dubbi a riguardo, per quelli che sanno come l’ambiente dell’horror italiano sia un piccolo paesello dove la gente mormora e non puoi fare nulla senza che tutti abbiano qualcosa da dire o ridire a riguardo, per quelli che “Ma il Colombo ci va o no? Perché ci va? Ne vale la pena?” beh… molto semplicemente mi è stato chiesto. In seconda battuta, mi è stato garantito che, sebbene alcuni tra gli organizzatori in passato abbiano lavorato per una testata (non faccio nomi) gestita da un pessimo editore che stento a definire in un qualsiasi modo, visti gli abissi di disonestà e scorrettezza di cui il figuro è stato capace (ma il destino rimette sempre a posto le cose, ricordatevelo), non vi sia alcuna contiguità tra questo festival e quel pessimo personaggio.

Quindi frequenterò la kermesse con la curiosità del visitatore, parteciperò al mio evento cercando di curarlo al meglio, come sempre cerco di fare quando faccio qualcosa (come dice Wolverine: “Sono il migliore in quello che faccio, ma non sempre quello che faccio è piacevole”) e mi auguro che tutto proceda bello liscio. Da appassionato quale sono, prima ancora che addetto ai lavori, è bello sapere che qualcosa di diverso ogni tanto succede anche da noi. Se sarete a Orvieto, sarà un piacere incontrarvi.

Impavide teste di guano

Date: 02 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Roba mia  |  Comments: 0

Ci risiamo. Tra ieri e oggi mi sono dovuto sorbire la bega di un cialtrone (che già so sarà russo o cinese) che non ha nulla di meglio da fare che tentare di craccare i nostri siti. Dopo l’attacco di qualche mese fa a Horror.it è stata la volta di Indie Horror. Il cialtrone ha inserito una insidiosa stringa di codice malevolo che all’inizio faticavamo a trovare, ma alla fine è saltata fuori.
Siamo corsi ai ripari, tabula rasa, e adesso è tutto ok.
Capisco se fossimo il sito di una banca o dove circolano soldi pesanti, ma tutto il traffico che generiamo fa gola per cosa? Valla a capire sta gente. Non vi dico quotidianamente la quantità di rogne che ci tocca sorbire. Ogni giorno mi trovo nella community di Horror.it iscritti falsi utenti che vado a cancellare a mano, sempre russi e cinesi, per lo più, e tutti a vendere farmaci o pilloline blu (non lo scrivo di cosa si tratta, se no attiro altre valanghe di spam). Già nella vita di tutti i gorni ci tocca subire la nefasta presenza di gente che pare abbia il solo scopo di farci perdere tempo e pazienza, se aggiungiamo pure quelli on line, stiamo freschi…

Fantasmi d’epoca

Date: 01 febbraio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Ciarpame  |  Comments: 0