Buoni propositi per l’ultimo anno che ci resta da vivere? Nemmeno per idea: 10 cose che non farò nemmeno morto…

Date: 12 gennaio, 2012  |  Posted By: Andrea  |  Category: Roba mia

A gennaio è tutto un fuoco d’artificio luminoso, colorato e rumoroso: un sacco di gente ci spiega per benino quello che farà o vorrebbe fare nel nuovo anno, che ci dice per filo e per segno cosa ha in cantiere e cosa spera di mettere in produzione. Io che sono rigorosamente contrario a qualsiasi tipo di pianificazione e programmazione che vada al di là della mezza giornata (e già se mi chiedete “cosa fai nel week end?” mi girano un po’ le balle), vi posso dire cosa sicuramente non farò nel 2012. Perché tanto, a dire quello che vuoi fare, ci smeni sempre. La sfiga è una zozzona inguardabile dall’udito finissimo. E poi se dici che farai qualcosa, ti tocca farla davvero.
Ed è troppa fatica.

10. Non scriverò quello che il mercato editoriale vorrebbe che io scrivessi.

Ci vuole troppo impegno per fare qualcosa che non ti piace solo per seguire quello che la gente si aspetta che “tu” (inteso nell’accezione più generica possibile) faccia. Non giudico quanti sono in grado di scrivere a comando ogni cosa che venga loro richiesta, ma nemmeno mi potete chiedere di apprezzarlo nè di condividerlo. Trovo particolarmente irritanti tutti quegli autori che si nascondono dietro a dichiarazioni di comodo del tipo: “Questo non è un romanzo di genere“, “volevo trascendere il genere“, “la mia intenzione è di smontare e rimontare i meccanismi del bla bla bla…”
Bello mio, se devi stare a spiegare il perché e il percome, significa che non hai la coscienza pulita. Se avessi scritto quello che volevi scrivere, non dovresti difenderlo con frasi del tipo “io non volevo fare, io non volevo dire”, perché il romanzo dovrebbe bastare per dire tutto quello che volevi dire. Cazzo, hai buttato su carta un milione di battute (spazi compresi) e hai ancora bisogno di spiegarci cosa diavolo hai scritto? Se te ne vergogni, significa che non ne eri convinto.
Quindi spiegami chi diavolo te lo ha fatto fare.

9. Non scriverò un romanzo di genere per poi dire che non volevo scrivere un romanzo di genere e il mio prossimo romanzo sicuramente non sarà di genere.

E’ una delle varianti al punto 10, ma è la più pelosa e noisosa quindi merita di stare in questa lista come voce a se stante. Questa serie di inutili giustificazioni che ogni tanto sento pronunciare da certi scrittori e scrittrici (spesso esordienti) tutti compresi nel proprio ruolo di intellettuali a tutto tondo, mi sembrano simili a quello che potrebbe dire un tizio che beccate a letto con vostra moglie (o marito): ancora a chiappe nude, il nostro malcapitato tenta di giustificarsi asserendo che non voleva trombarsi tua moglie, non lo voleva fare, lui era lì per controllare la ricezione della TV, sembra che se la stia trombando, ma in realtà era un modo per testare come si vede a letto la TV in condizioni ottimali…
Mi verrebbe da chiedergli: se non ti stai trombando mia moglie, perché sei lì a chiappe nude nel letto con lei? Ha tutta l’aria che tu volessi provarci, sai? Forse non ci sei riuscito a farlo bene (ansia da prestazione?), forse volevi farlo in un altro modo, ma bello mio credimi se ti dico che questo è quello che sembra. E mi viene spontaneo chiederti, che diavolo ci facevi dentro la mia signora, se la tua intenzione era riparare la TV? Hai lasciato a casa la borsa dei ferri, bello di mamma?
No, vi prego, risparmiateci questa serie di cazzate. Se il genere vi fa tanto schifo, non bazzicatelo. Nemmeno se vi conviene. Nemmeno, signori miei, se in un certo momento è di moda e quindi pensate che farci un salto potrà aiutarvi a vedere meglio il vostro libro, salvo poi dire che non volevate trombarvi nessuno ed eravate lì per altro.
Se volete fare altro, fate altro.

8. Non smetterò di fare quello che mi piace solo perché quello che mi piace fare non mi dà da vivere.

Viviamo in un ambiente schizofrenico che ci infligge una serie di sofferenze inutili che potremmo spazzare via semplicemente prendendo atto di come stanno le cose. Certo, le cose possono sempre cambiare, ma non è che possiamo consumarci il fegato adesso nella speranza che domani le cose cambino. Io il mio fegato voglio preservarlo ora. Il punto è questo: perché se tutti sanno che con certe cose in Italia è impossibile campare, l’unico metro di paragone per capire se quello che facciamo è valido oppure no è la gratificazione economica? C’è chi ironizza sulle soddisfazioni che prescindono da tali soddisfazioni monetarie: ebbene – io dico – cazzate. Il mondo si cambia anche facendo cose inutili. E se il successo economico fosse il solo metro di paragone per individuare uomini e donne degni di rispetto, probabilmente il 90% di quanti stanno leggendo ora rischierebbero di ricevere torte di fango in faccia (autore del blog compreso). Eppure so che tra voi ci sono persone con cui è fighissimo parlare e dalle quali c’è da imparare un sacco di cose. Questo non è un modo per indorare la pillola o per convincermi/vi che vada tutto bene. Col cazzo. Ma per dirla in maniera più Zen, è meglio essere giunchi e piegarsi al vento che pensare di essere querce anche quando siamo betulle (ok l’ho parafrasata un po’…). Le betulle finiscono sradicate dal vento. I giunchi si adattano e sopravvivono. Noi dobbiamo essere giunchi, ogni tanto nella vita. Perché quelli che cercano di essere querce, sono quelli che poi finiscono con entrambi i piedi nel punto 10 e nel punto 9, costretti a fare cose in cui forse nemmeno loro credono perché la pagnotta a casa va portata e quindi fanculo le passioni, fanculo quello in cui credo. Se avete detto “cazzo il colombo quanto ha ragione” quando avete letto i punti 10 e 9, accettate che il Colombo abbia ragione anche nel punto 8, anche se fa male, anche se è dura. Vedrete che nel momento in cui in testa vi scatterà questa cosa, vivrete molto meglio.
Date retta a un cretino.

7. Non combatterò battaglie inutili, perché anche se l’Entropia nell’Universo aumenta, non raggiungerà mai il caos generato dai troppi idioti su questo stupido pianeta.

E’ una delle poche leggi davvero utili della fisica: La Seconda Legge della Termodinamica Cazzona di Colombo. Se ve la spiegassi, andrei in contraddizione con la legge stessa, perché dovrei parlarvi dei troppi idioti che affollano il pianeta e delle cazzate che sparano, quindi la cosa costituirebbe battaglia inutile. E causerei un paradosso distruttivo che rischierebbe di annichilire l’intero Universo.
Quindi fidatevi e passate oltre, è meglio…

6. Non dirò “Io ve lo avevo detto” anche se, cazzo, io ve lo avevo detto!

E non mi metto a spiegarvi nemmeno questa perché altrimenti contraddirrei il punto 7 e La Seconda Legge della Termodinamica Cazzona di Colombo, e causerei un paradosso distruttivo che rischierebbe di bla bla bla bla… Sappiate solo che quando accadrà (e accadrà, non è una questione di SE ma di QUANDO) io farò una faccia come questa:

5. Non comprerò un Kindle.

Primo perché ho un iPad e mi ci trovo bene, mi consente di fare quasi ogni cosa e anche se preferisco leggere libri di carta, i libri sull’iPad li leggo da Dio (ammesso che Dio legga libri, Bibbia a parte). Secondo perché a me piace leggere al buio e l’iPad risolve il seccante problema di doverlo fare con una fonte di luce adeguata. Terzo perché odio comprare le cose solo per il fatto che ti dicono di farlo perché “sono il futuro“. Se lo devo proprio comprare, lo farò quando lo dirò io. Piccole soddisfazioni, ma irrinunciabili. Quarto perché Amazon ficca troppo il naso dentro Kindle e questo non mi va. Sorvolo sulle politiche editoriali di Amazon, perché ne ho già parlato fin troppo e ricadrei nei punti 6 e 7, causando un paradosso distruttivo che rischierebbe di bla bla bla bla…

4. Non darò consigli a chi me li chiede, perché in questo periodo è facilissimo toppare alla grande.

Specie in campo editoriale, le cose stanno andando talmente a catafascio che diffido di chi si presenta dicendo: “Vedrai, andrà sicuramente così“, oppure: “Dammi retta e fai cosà“. Ma tu che ne sai? Già faccio fatica a fidarmi di chi ci lavora da 30 anni, se poi gli indovini sono dei parvenu o dei wannabe (Colombo, ma uno straccio di parola in italiano no?), il mio grado di interesse scivola rapido come un Frecciarossa verso lo zero assoluto. Se poi questi consigli sono elargiti solo dietro adeguato compenso, il vaffanculo è pronto a scattare rapido come una mangusta.
Per quanto mi riguarda, quindi, cercherò di mantenermi fluido e neutrale, perché davvero, dirvi se sia meglio fare questo o quello, darsi all’ippica o no, lo considero un azzardo. E io al gioco sono sfigato da morire. Posso solo dirvi quello che non farò io, ma niente di più di questo.
Ed è già molto, direi.

3. Non aprirò un account personale su Twitter.

Fa cagare. E anche se non fosse, io non sento di avere niente di così interessante e brillante da cinguettare ogni santo giorno. E poi i colombi tubano, non cinguettano.
Al massimo aprirò un account su YouTube… (ok, questa era terribile)

2. Non incrementerò il numero dei post mesili su questo blog.

Non lo renderò più professionale, non lo curerò di più, non vi ammorberò con le mie vicissitudini più di quanto già non faccia ora. Non creerò rubriche interessanti, non vi stimolerò intellettualmente (né sessualmente, pubblicando foto di manzi e manze a profusione). Vi prometto che resterà il solito cialtronissimo e scombinato angolo di web che è sempre stato fino a oggi.
E’ bello avere delle certezze nella vita.

1. Non diventerò famoso.

Perché volevo vincere facile almeno una volta su dieci.

8 Responses to “Buoni propositi per l’ultimo anno che ci resta da vivere? Nemmeno per idea: 10 cose che non farò nemmeno morto…”

  1. Giovanni Says:

    Se qualcuno mi chiederà ancora perché Colombo è il mio scrittore preferito, avendo letto solo un suo lavoro o perché lo osanno come persona prima gli faccio leggere questo post e poi gli spacco la faccia. O gli spacco la faccia e poi gli faccio leggere questo post. Oppure gli spacco la faccia e basta.

  2. stefania Says:

    ti stimo fratello, specie x i punti 10, 0, 8, 7ect. siamo nel letame ma almeno affondiamo con stile (e a testa alta)

  3. Andrea Says:

    Giovanni, amico mio, ti stimo lo stesso anche se hai regalato soldi alla SIAE! ;)

  4. Andrea Says:

    Facciamolo con stile, cazzo! :D

  5. lordmax Says:

    minchia Andrè (per restare nello stile alto) hai toppato il punto 1

  6. Andrea Says:

    “Toppato”?

  7. lordmax Says:

    Già.
    Hai toppato alla grande il punto numero 1.
    ^__^

  8. Andrea Says:

    E’ per via del punto 7, vero?

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