Gravità
Credo che la Natura sia fatta di minuscoli mattoncini che seguono delle leggi microscopiche. Ma credo che noi esseri umani non riusciremo mai a capire fino in fondo quali sono queste leggi fondamentali. C’è un limite alla nostra comprensione dell’universo. Credere di poter formulare una teoria finale è sintomo di quella che i greci chiamavano “tracotanza.” (Erik Verlinde)
Erik Verlinde, è un fisico teorico dell’Università di Amsterdam che rischia di smontare le nostre patetiche certezze sulla conoscenza dell’Universo. C’è molto interesse attorno ai suoi studi. Se ne avete voglia, leggetevi questo articolo e questa intervista (dalla quale ho tratto la citazione qui sopra). Io non vi tedierò inerpicandomi in spiegazioni un tanto al chilo alla Piero Angela.
Sensazionalismi a parte, che sono da attribuire ai giornalisti e non a Verlinde, la cosa che mi interessa di più è il vedere confermato ancora una volta come l’ostinazione umana a fare delle proprie conoscenze un dogma, sia una colossale perdita di tempo. Colossale.
La realtà che ci circonda è ancora al di là della nostra capacità di comprensione. E su questo è inutile girarci intorno: non sappiamo ancora niente. Zero. Nada. Occorre farsene una ragione. Occorre capire che niente è come sembra, che c’è molto altro là fuori. E – soprattutto – che la pretesa di comprendere e spiegare questo “molto altro” con le armi spuntate delle nostre primordiali conoscenze è lo stesso che vedere un bambino di 4 anni che cerca di capire come faccia Babbo Natale a consegnare a tutti i bambini del mondo i loro regali in una notte sola.
Per questo ho messo questo post nella categoria metafisica.
Perché fa riflettere.
Poi le mele continueranno a cadere come ci spiegò Newton. E può anche bastare così nella vita di tutti i giorni. Ma sapere che è il perché cadono, a cambiare, per me fa la differenza. Scoprire che, forse, la gravità non è una delle quattro forze fondamentali che governano l’intero Universo, ma altro non è che un effetto di altro che ancora non conosciamo, fa correre un brividino lungo la schiena. Perché fa capire che quello che pensavamo di sapere, è sbagliato.
Come diceva Quelo, la risposta è dentro di te, ma è sbagliata.
Metafisica XV
Miracolati
L’impalpabile differenza tra un miracolo e una tragedia è una frazione di secondo, sono pochi centimetri. Le persone che vedrete in questo video – tutto sommato divertente se guardato con la dovuta leggerezza – sono sopravissute a incidenti o sono riusciti in imprese sbalorditive. Alcuni tra questi hanno davvero rischiato di lasciarci la pelle. Ma sono sopravvissuti.
Perché?
Lo so, è una domanda inutile.
Perché va così, è la risposta corretta.
Il caso, ci dicono gli scienziati.
La vita è un caso, una combinazione tra le milioni possibili. E così le vite di queste persone: sopravvissute per un caso. Perché così doveva andare a causa della dinamica dell’incidente, perché in realtà la loro salvezza deriva dal fatto che non sono mai stati in pericolo.
Per uno che si salva in questo video, ne muoiono a migliaia.
La legge dei grandi numeri, insomma.
Sì, va bene.
Ma loro sono sopravvissuti…
Dopo aver visto questo filmato, ho ripensato a quante volte, vedendo un film o leggendo un libro noi tutti ci interroghiamo sulla plausibilità di alcune scene. L’eroe che schiva per un millimetro un masso enorme che gli rotola addosso. Un intero grattacielo che cade sopra a un malcapitato che ne esce, tuttavia, illeso.
Il caso rende tutto possibile.
Anche le cose che non lo sono.
Come i miracoli.





