Dieas Irae

Date: 02 aprile, 2011  |  Posted By: Andrea  |  Category: Diacono, Musica  |  Comment: 1

Avrei tanto voluto intitolare il nuovo romanzo del Diacono in questo modo, ma alla fine ci ho rinunciato, perché ci sono altri libri col medesimo titolo e perché – in fondo – giudico talmente potente l’immagine evocata da questo componimento, che avrei rischiato di farmi fuorviare. Questo non vuol dire che ne risentirete parlare, ma che almeno per quanto riguarda il titolo, non ne farò menzione.

Oggi però vi vorrei proporre un percorso sonoro che spero possa essere suggestivo ed evocativo, partendo dal componimento originale (il canto gregoriano) per poi viaggiare nei secoli e vedere come il requiem sia stato interpretato. Non sono un musicista né un esperto di musica, quindi perdonate le castronerie che farò parlando dell’argomento. Partiamo ovviamente dall’origine.

Dies Irae, dies illa
solvet saeclum in favilla:
teste David cum Sybilla.

Quantus tremor est futurus,
Quando judex est venturus,
Cuncta stricte discussurus.

Tuba, mirum spargens sonum
per sepulcra regionum
coget omnes ante thronum.

Mors stupebit et natura,
cum resurget creatura,
judicanti responsura.

Liber scriptus proferetur,
in quo totum continetur,
unde mundus judicetur.

Judex ergo cum sedebit,
quidquid latet, apparebit:
nil inultum remanebit.

Quid sum miser tunc dicturus?
quem patronum rogaturus,
cum vix justus sit securus?

Rex tremendae majestatis,
qui salvandos salvas gratis,
salva me, fons pietatis.

Recordare, Jesu pie,
quod sum causa tuae viae
ne me perdas illa die.

Quaerens me, sedisti lassus,
redemisti Crucem passus:
tantus labor non sit cassus.

Juste judex ultionis,
donum fac remissionis
ante diem rationis.

Ingemisco, tamquam reus,
culpa rubet vultus meus
supplicanti parce, Deus.

Qui Mariam absolvisti,
et latronem exaudisti,
mihi quoque spem dedisti.

Preces meae non sunt dignae,
sed tu bonus fac benigne,
ne perenni cremer igne.

Inter oves locum praesta,
et ab haedis me sequestra,
statuens in parte dextra.

Confutatis maledictis,
flammis acribus addictis,
voca me cum benedictis.

Oro supplex et acclinis,
cor contritum quasi cinis:
gere curam mei finis.

Lacrimosa dies illa,
qua resurget ex favilla

Judicandus homo reus.
huic ergo parce, Deus:

Pie Jesu Domine,
dona eis requiem. Amen.


Questo è il testo del canto gregoriano originale, composto da Tommaso da Celano intorno al 1200, e descrive il giorno del giudizio, quando i buoni saranno salvati e i cattivi condannati alla dannazione eterna. Leggendolo, avrete notato un verso che è stato ripreso da Valerio Evangelisti per il titolo del suo romanzo Rex tremendae majestatis. Ricordo di averla sentita quando ero molto piccolo, cantata in una chiesa: l’eco del canto gregoriano sotto le volte di una o di un monastero è qualcosa che fa venire la pelle d’oca. Non capivo una parola eppure non c’era verso di farmi allontanare da lì. Forse è stata in quell’occasione che ho sviluppato la (insana?) passione che ben sapete per monaci, monasteri e compagnia bella.

Non vi fa correre i brividi lungo la schiena? A me sì. Questo è il suono della fine. Un suono che torna e ritorna dal 1200 sino a oggi, in molte messe di requiem come quelle di Berlioz, Donizetti, Dvorak, o in opere classiche come quelle di Rachmaninov o Liszt. Personalmente, ho tre versioni che ritengo di culto. Le conoscerete di certo.

La prima è di quel genio di Wolfgang Amadeus Mozart. La messa di Requiem in re minore K 626, l’ultima sua composizione, mai completata…

 


Lo sentito il ritmo della fine? La disperazione, la magnificenza dell’Apocalisse, il tono melodrammatico della morte? Riuscite a vedere le immagini della disperazione dell’essere umano bersagliato da ogni parte da un mondo all’improvviso ostile? Si racconta che Mozart, malato e caduto in disgrazia, compose quest’opera per un misterioso committente, ma che non riuscì a completare perché morì prima di poterlo fare, stroncato da un’insufficienza renale. Sembra una trama degna di Faust. Ho un romanzo appena abbozzato (che resterà tale) su questa vicenda.
Davvero affascinante.

Il secondo brano è quello di Giuseppe Verdi, del 1974, contenuto nella messa di Requiem composta per la morte di Alessandro Manzoni, avvenuta l’anno prima.

Potentissimo, meno melodrammatico di quello di Mozart, ma ugualmente evocativo. Ha un’energia, nelle sue battute iniziali, assolutamente irresistibile.

Chiudo con un tocco di certo più leggero, citando un brano sfruttatissimo ma che non smette di piacermi, del britannico Karl Jenkis (nostro contemporaneo):

Come a dire… l’evoluzione della specie, no? Di strada, dal canto gregoriano, se n’è fatta tanta, eppure quando sento un brano che si rifà a quel componimento, mi scatta dentro qualcosa. E non c’è scampo per me: inizio ad ascoltarlo e riascoltarlo. Fatelo anche voi…

Preparatevi alla fine!

 

 

Come passa il tempo…

Date: 03 marzo, 2011  |  Posted By: Andrea  |  Category: Immagini e Foto, Musica  |  Comments: 0

Marilyn Manson al liceo:

Marilyn Manson oggi:

Voodoo People

Date: 28 febbraio, 2011  |  Posted By: Andrea  |  Category: Diacono, Musica  |  Comment: 1

Guardate questo vecchio video dei Prodigy e ditemi se non è una metafora perfetta dell’umana condizione… Il remix by “Pendulum” non fa che aggiungere un rintocco sinistro all’atmosfera del video.

Come negarlo: D2 is in the air…

Inception & Hans Zimmer

Date: 02 febbraio, 2011  |  Posted By: Andrea  |  Category: Cinema, Musica  |  Comments: 0

Io adoro Hans Zimmer. Sono anni che sforna colonne sonore da urlo e mi tiene compagnia durante le mie sessioni di scrittura. Ha un tocco immediatamente distinguibile, è epico e suggestivo, una colonna sonora con la sua firma è sempre garanzia di successo. Dà quel tocco in più al film che può fare la differenza.

L’ultima sua fatica è stata la sountrack di quel maestoso capolavoro che è Inception, il film di un altro bel geniaccio, Chris Nolan. Ed è proprio di questa che vi voglio parlare perché ho appena scovato su YouTube una curiosità davvero gustosa. Si sa che ormai, con Internet, non sfugge niente a nessuno… Procediamo per gradi.

Questa è Half Remembered Dream. Nel film, viene utilizzata di sovente come tappeto musicale per le scene più serrate… Ascoltate bene da 0.19 in poi. Angosciante e incalzante, vero?

Cosa pensereste se vi dicessi che Hans Zimmer per questo breve brano che fa da “tormentone” per tutto il film (quando c’è il famigerato “kick” per uscire da un sogno), si è ispirato al famoso brano di Edith Piaf, Non, Je ne regrette rien? Brano originale che peraltro compare nella soundtrack del film. Ascoltate i primi minuti…

Avete qualche dubbio? Bene, guardate grazie al video di un internauta con un buon orecchio, cos’ha fatto quel geniaccio del male di Zimmer:

Ed ecco la spiegazione tecnica di come ha fatto a ottenere quel brano partendo dalla Piaf, ma andando a ritroso…

E se ancora non vi fosse chiaro…

Se avete visto il film, saprete come nel sogno, il tempo scorra più lentamente che nella realtà. Ora, Zimmer cosa fa? Prende il brano della Piaf, che sentiremo anche a velocità normale e LO RALLENTA inserendolo nella soundtrack! In buona sostanza, senza comunicarcelo apertamente, “cita” una suggestione della sceneggiatura realizzando un effetto sonoro. Poi venitemi a dire che non è un grande.

Musica del tubo

Date: 17 dicembre, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Musica  |  Comments: 0

Adoro cose come questa…

  1. Office Theme Song (0:18)
  2. Linus and Lucy (0:38)
  3. Turkish March (1:13)
  4. Mario Brothers Theme (1:27)
  5. In the Hall of the Mountain King (1:54)
  6. Bad Romance (2:07)
  7. Viva La Vida (2:50)
  8. Like a Virgin (3:03)
  9. Crazy Train (3:23)
  10. Harder, Better, Faster, Stronger (4:01)
  11. James Bond Theme (4:15)
  12. Pirates of the Caribbean Theme (4:35)
  13. The Final Countdown (4:56)

Temptation

Date: 12 luglio, 2010  |  Posted By: Andrea  |  Category: Musica  |  Comments: 0

Heaven 17

Cradle Of Filth

Apocalyptica

Date: 05 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Musica  |  Comments: 0

Non li conoscevo ed è stata una piacevole scoperta. Quattro violoncellisti finlandesi che si fanno chiamare Apocalyptica, un gruppo gothic metal nato negli anni novanta, che si è fatto conoscere grazie a cover dei Metallica e dei Sepultura.

Apocalyptica – Unforgiven

Qui sopra nella cover di uno dei capolavori dei Metallica, The Unforgiven.

Apocalyptica – Toxicity

Questa invece è la cover dei System of a Down.

Apocalyptica – Smells Like Teen Spirit

Serve ricordare di chi sia questa? No, vero? Beh, comunque sia era dei Nirvana.

Depeche Mode a Milano: dopo il concerto

Date: 20 giugno, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Musica  |  Comments: 3

Cinque ore in piedi in mezzo alla calca, senza bere né mangiare, per non perdere il posto in terza fila sotto il palco e arrivare integro sino alle 21 e assistere all’inizio delle ostilità. Tre gruppi di supporto micidiali in grado di fiaccare ogni resistenza (a parte la nostra), con la povera DOLCENERA che abbiamo dileggiato a raffica supplicandola di levarsi di mezzo alla svelta, lei e il suo pianoforte a coda nero. Chi diavolo ce l’ha messa lì in mezzo?

Varia umanità, come sempre in un concerto vissuto nel parterre. Un francese educatissimo e silenzioso che alla prima nota della prima canzone, si è trasformato in un hoolygan sudato come un montone pakistano, saltando addosso a tutti e urlando come un ossesso senza un maledetto attimo di sosta. All’ennesima strusciata sudata contro la mia schiena, mi sono girato ringhiando e l’ho ridotto a più miti consigli. Pazzesco. Un ragazzo argentino che dalle 16 alle 23 è rimasto con occhiali da sole e un cappello di paglia bianco. Simpatico pazzoide, seguiva la band per mezza europa ed era in piedi da giorni senza chiudere occhio. Mi chiedo come fosse ancora vivo. Un napoletano vestito come se dovesse andare in ufficio, che dopo aver rotto il ghiaccio, ha iniziato a cantare (male) le canzoni del repertorio dei Depeche, con sommo strazio dei vicini (tra i quali il sottoscritto). Due ragazzine bionde, apparentemente insensibili a caldo e fatica, con una borsa dentro la quale tenevano cibo sufficiente per due pic-nic.

Poi alle 21 sono spariti tutti e ha preso il via la celebrazione…

Concerto Depeche Mode – Milano 2009

Date: 15 giugno, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Musica  |  Comments: 2

Ok, il momento è arrivato. Giovedì 18 sarò a Milano per il concerto dei Depeche Mode. Ho preso posto nel prato, quindi mi toccherà essere allo stadio nel pomeriggio (spero tardi). Se avessi tempo e memoria, farei il conto per sapere a quale quota concerti DM sia giunto, ma in fondo non ha molto senso. E’ però il primo concerto dei DM al quale assisto che si tiene a San Siro anziché in un palazzetto. La cosa mi incuriosisce e stimola.

Se siete in zona, fatevi riconoscere. Urlando.

UPDATE

Circolano voci incontrollate su una fantomatica ZONA PIT a San Siro (un’area di rispetto prima del palco dove si entrerebbe con braccialetti ottenuti miracolosamente). Dai primi controlli che ho effettuato (interpellando anche l’organizzatore dei concerti italiani dei DM) a Milano non ci sarà alcuna zona PIT. E’ probabile che la confusione sia nata in seguito al concorso organizzato dal Corriere della sera per la data di Roma. Quindi a meno che non siate così malati da volervi attaccare alle transenne, prendetevela comoda.

The Girl and the Robot

Date: 17 maggio, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Musica  |  Comments: 0

The Girl and the Robot - Röyksopp ft. Robyn