Sul forum di Horror.it, spesso e volentieri ci si lamenta dell’irrisorio catalogo di film a disposizione girando tra gli scaffali di Blockbuster. Chi vive in città dove ormai è rimasto solo un punto vendita dall’insegna blu e gialla, o beve quella sciapa minestra o si deve “attrezzare” altrimenti. Internet aiuta molto in casi come questi.
Una situazione terribile, certo.
Ma come ci siamo arrivati?

Che Blockbuster privilegiasse solo le ultime uscite a dispetto del catalogo, era sotto gli occhi di tutti sin da subito. Era una strategia ben precisa la loro… mi butto sui blockbuster – appunto – e do ai miei clienti due certezze:
- trovare quasi sicuramente il film che cercano perché ne ho molte copie;
- permettere loro di portarsi via il film a orari impensabili per un normale negozio;
Lecita come qualsiasi altra scelta di mercato di un azienda privata. Ciascuno, in casa sua, fa un po’ quello che gli pare e a fine anno si tirano le somme. Per avere queste due “comodità” (che lo siano o meno, dipende dai punti di vista, ma che abbiano determinato il successo del progetto è innegabile), tuttavia, la clientela ha dovuto sobbarcarsi due oneri:
- strapagare il servizio (il costo di 3 gg di noleggio con l’illusione di poter “vedere con comodità” il film);
- rinunciare alla disponibilità dei titoli più datati;
Il giochino è andato avanti liscio (anche grazie a dosi monumentali di pubblicità e la trasformazione dei videonoleggi in spacciatori di zuccheri e carboidrati di ogni risma) fino a che non sono arrivati due pezzi da novanta decisi a rompere le uova nel paniere: il P2P e SKY. L’effetto del download (illegale o meno) dei film e la comodità di poter scegliere direttamente dal divano di casa, hanno reso ridicola la pretesa “offerta vantaggiosa” di Blockbuster. Chi se ne frega se il videonoleggio sta aperto fino alle 22 quando, senza alzare le chiappe dal divano, posso vedere lo stesso film che trovo da BB al medesimo prezzo? O – addirittura – quando posso scaricarlo dal mulo senza sborsare un euro?
(che poi i film scaricati dal mulo siano o no un bene per il cinema, è un altro discorso… io ritengo che non lo siano, ma questa è un’altra storia e magari ne parleremo più in là)
Tutto vero e risaputo. Intanto, però, le vecchie attività di videonoleggio, che del catalogo tutto sommato facevano il loro vero punto di forza (non potendosi permettere di acquistare 10, 20 copie dell’ultimo film di Will Smith appena uscito) ormai hanno chiuso i battenti una dopo l’altra. E tanti saluti. Alcune si sono “evolute” in asettici distributori automatici, altre hanno tenuto duro grazie a una feroce specializzazione e a una clientela molto fedele. Altre infine sono proprio sparite.
Le cose sono migliorate per noi appassionati di cinema?
No, ovviamente. Perché SKY non può dare la stessa scelta in termini di catalogo e nel contempo, entrando oggi in un qualsiasi punto vendita Blockbuster, vi troverete di fronte a intere pareti ricoperte da un solo titolo e scaffali ricolmi di DVD ex-nolo in vendita.

Risultato? Grazie al modello di marketing di Blockbuster e – soprattutto – a quella fetta di consumatori che hanno creduto in quel modello voltando le spalle al precedente, la fetta di popolazione che invece “godeva” nello spulciare tra i titoli della videoteca sotto casa alla ricerca di piccole gemme preziose e sconosciute, è rimasta col cerino acceso in mano. Se non può permettersi SKY, o “infrange la legge” col mulo, oppure è costretto a comprare DVD da quei siti on line che rivestono il medesimo ruolo della videoteca sotto casa, solo che invece di avere più scelta, abbiamo solo più comodità.
Non voglio apparire intransigente, ma ogni scelta comporta delle conseguenze. La novità Blockbuster e il comfort del “sempre aperto”, il baraccone simil luna park dove puoi trovare dalla pizza surgelata al libro al videogame, ha schiantato la bottega del piccolo appassionato, magari un po’ triste e grigia, forse non accogliente e senza patatine alla cassa, ma che sovente assolveva alla sua funzione con professionalità e passione. Oggi la logica del “centro commerciale” dilaga ovunque, il negozietto non ci basta più. Ci vogliono superfici sterminate, occorre poter girare, bivaccare, trovare mille porcherie che in fondo non servono. Ma intanto i film che vorremmo vedere, non li riusciamo più a trovare.
A costo di ripetermi: il P2P è solo l’illusione di avere una scelta. In realtà è un surrogato. Allettante perché gratuito, ma al momento ampiamente deficitario sotto molti punti di vista perché vedere i film in quelle condizioni non è godersi il cinema. E’ come essere a dieta e mangiare la nutella senza grassi e zuccheri.
Le piccole iniziative private combattono contro questi colossi, e la cosa vale per le videoteche, ma anche per le librerie, i negozi di elettronica e via dicendo. La professionalità e la specificità vengono annichilite in favore delle superfici di vendita e del sempre aperto. Si ha l’illusione di risparmiare, ma la verità ci è sbattuta in faccia dalle impietose statistiche di questi ultimi tempi. Pensiamoci ogni volta che entriamo in un megastore.
Intanto ripenso a Romero e ai suoi zombie ammassati contro le porte del centro commerciale… Aveva ragione da vendere il vecchio George.