L’evoluzione della Batmobile

Date: 15 gennaio, 2011  |  Posted By: Andrea  |  Category: Immagini e Foto, Nostalgia canaglia  |  Comment: 1

Lo ammetto: la maggior parte di queste vetture mi era del tutto sconosciuta o il suo ricordo era andata perso per sempre. Quella che ricordo con più affetto è quella del 1966, quella basata sulla terrificante serie TV con Adam West come protagonista. Avete presente quella con Batman con la panzetta, Robin che continua a esclamare GOSH! e i nemici più ridicoli mai visti in TV?
I miei genitori me ne avevano regalato un modellino che ho custodito per anni. Sparava missili rossi ed era eccezionale a dispetto dell’assurdità del serial televisivo.

Impossibile poi non ricordare quella del 1989, disegnata per il Batman di Tim Burton (forse una delle più belle, a mio sindacabilissimo giudizio) e quella del 2005 (disegnata da Nolan per Batman Begins, in assoluto la più realistica).
Insomma un bel tuffo nel passato. Godetevele tutte.

Quando il Wrestling si chiamava Catch

Date: 28 luglio, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Ciarpame, Nostalgia canaglia  |  Comments: 0

Prima che il Wrestling diventasse di moda con i suoi tamarri americani, c’era il Catch con l’eroico Antonio Inoki, l’impavido Tiger Mask, Andrè the Giant lentissimo ed enorme e la mitica quanto agghiacciante Monster Lippa! Non mancava anche Hulk Hogan, che però in Giappone faceva il pazzo.
Guardate lo scontro tra titani: Andrè the Giant contro Inoki.

David Carradine è morto

Date: 04 giugno, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Cinema, Nostalgia canaglia  |  Comments: 0

David Carradine (72 anni) l’icona di Kill Bill e il mai dimenticato Kwai Chang Caine della serie Kung Fu è stato ritrovato morto oggi in un albergo di Bankok, nella Suite numero 352 del Park Nai Lert Hotel. Al momento non è ben chiaro se Carradine sia morto di morte naturale o si sia suicidato.
Una faccia che sarà difficile dimenticare.

Secondo voi chi è?

Date: 14 marzo, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Nostalgia canaglia  |  Comments: 0

Questa pubblicità è del 1964, e si vede sia all’inizio che alla fine un ragazzino che farà parecchia strada…

Avete riconosciuto Kurt Russell, vero?
Grazie all’amico Mariano Equizzi per la segnalazione.

Un segno del tempo che passa…

Date: 29 ottobre, 2008  |  Posted By: Andrea  |  Category: Nostalgia canaglia, Riflessioni  |  Comments: 2

Da piccolo, sei/sette anni, fu il Judo.
Poi venne l’era del Kung Fu, più precisamente lo stile Tanglang (“pugilato della mantide religiosa”), per diversi anni. Sempre più pesante, sempre più il tempo dedicato agli incontri. Roba che si rompeva (roba mia), che si usurava (sempre roba mia), che si strappava (vedi sopra). A un tratto una botta di (autentica) follia e la decisione di lasciare il Kung Fu – dopo averne fatto una pelle di combattimenti a mani nude – per provare a vedere com’era un’arte marziale ancora più estrema. Così fu la volta del Muay thai (o Boxe Thailandese), ma mica fatto dove capitava. No, son dovuto andare a beccare quella palestra lontanissima dove c’era il campione e l’ambiente giusto. Allenamenti sfiancanti fatti tutti con gente che usava la Thai per lavoro (poliziotti) o per far danno (tre teste rasate). In un anno di Thai, ho dato fondo a tutto quello che mi era rimasto, quindi ho detto basta.

Dopo anni, la passione per le arti marziali ha bussato di nuovo alla mia porta. Ma in maniera  delt utto inaspettata e che qualche anno fa non avrei creduto possibile. Da martedì prossimo, infatti, sarà ora del Thai Chi Chuan. E se avete idea di cosa si tratta, forse potrete capire il titolo del post.
Un velo di tristezza scende sul mio volto…

Blockbuster e l’impossibilità di scegliere

Date: 12 giugno, 2008  |  Posted By: Andrea  |  Category: Nostalgia canaglia, Riflessioni  |  Comments: 2

Sul forum di Horror.it, spesso e volentieri ci si lamenta dell’irrisorio catalogo di film a disposizione girando tra gli scaffali di Blockbuster. Chi vive in città dove ormai è rimasto solo un punto vendita dall’insegna blu e gialla, o beve quella sciapa minestra o si deve “attrezzare” altrimenti. Internet aiuta molto in casi come questi.
Una situazione terribile, certo.
Ma come ci siamo arrivati?

Che Blockbuster privilegiasse solo le ultime uscite a dispetto del catalogo, era sotto gli occhi di tutti sin da subito. Era una strategia ben precisa la loro… mi butto sui blockbuster – appunto – e do ai miei clienti due certezze:

  1. trovare quasi sicuramente il film che cercano perché ne ho molte copie;
  2. permettere loro di portarsi via il film a orari impensabili per un normale negozio;

Lecita come qualsiasi altra scelta di mercato di un azienda privata. Ciascuno, in casa sua, fa un po’ quello che gli pare e a fine anno si tirano le somme. Per avere queste due “comodità” (che lo siano o meno, dipende dai punti di vista, ma che abbiano determinato il successo del progetto è innegabile), tuttavia, la clientela ha dovuto sobbarcarsi due oneri:

  1. strapagare il servizio (il costo di 3 gg di noleggio con l’illusione di poter “vedere con comodità” il film);
  2. rinunciare alla disponibilità dei titoli più datati;

Il giochino è andato avanti liscio (anche grazie a dosi monumentali di pubblicità e la trasformazione dei videonoleggi in spacciatori di zuccheri e carboidrati di ogni risma) fino a che non sono arrivati due pezzi da novanta decisi a rompere le uova nel paniere: il P2P e SKY. L’effetto del download (illegale o meno) dei film e la comodità di poter scegliere direttamente dal divano di casa, hanno reso ridicola la pretesa “offerta vantaggiosa” di Blockbuster. Chi se ne frega se il videonoleggio sta aperto fino alle 22 quando, senza alzare le chiappe dal divano, posso vedere lo stesso film che trovo da BB al medesimo prezzo? O – addirittura – quando posso scaricarlo dal mulo senza sborsare un euro?

(che poi i film scaricati dal mulo siano o no un bene per il cinema, è un altro discorso… io ritengo che non lo siano, ma questa è un’altra storia e magari ne parleremo più in là)

Tutto vero e risaputo. Intanto, però, le vecchie attività di videonoleggio, che del catalogo tutto sommato facevano il loro vero punto di forza (non potendosi permettere di acquistare 10, 20 copie dell’ultimo film di Will Smith appena uscito) ormai hanno chiuso i battenti una dopo l’altra. E tanti saluti. Alcune si sono “evolute” in asettici distributori automatici, altre hanno tenuto duro grazie a una feroce specializzazione e a una clientela molto fedele. Altre infine sono proprio sparite.
Le cose sono migliorate per noi appassionati di cinema?
No, ovviamente. Perché SKY non può dare la stessa scelta in termini di catalogo e nel contempo, entrando oggi in un qualsiasi punto vendita Blockbuster, vi troverete di fronte a intere pareti ricoperte da un solo titolo e scaffali ricolmi di DVD ex-nolo in vendita.

Risultato? Grazie al modello di marketing di Blockbuster e – soprattutto – a quella fetta di consumatori che hanno creduto in quel modello voltando le spalle al precedente, la fetta di popolazione che invece “godeva” nello spulciare tra i titoli della videoteca sotto casa alla ricerca di piccole gemme preziose e sconosciute, è rimasta col cerino acceso in mano. Se non può permettersi SKY, o “infrange la legge” col mulo, oppure è costretto a comprare DVD da quei siti on line che rivestono il medesimo ruolo della videoteca sotto casa, solo che invece di avere più scelta, abbiamo solo più comodità.

Non voglio apparire intransigente, ma ogni scelta comporta delle conseguenze. La novità Blockbuster e il comfort del “sempre aperto”, il baraccone simil luna park dove puoi trovare dalla pizza surgelata al libro al videogame, ha schiantato la bottega del piccolo appassionato, magari un po’ triste e grigia, forse non accogliente e senza patatine alla cassa, ma che sovente assolveva alla sua funzione con professionalità e passione. Oggi la logica del “centro commerciale” dilaga ovunque, il negozietto non ci basta più. Ci vogliono superfici sterminate, occorre poter girare, bivaccare, trovare mille porcherie che in fondo non servono. Ma intanto i film che vorremmo vedere, non li riusciamo più a trovare.

A costo di ripetermi: il P2P è solo l’illusione di avere una scelta. In realtà è un surrogato. Allettante perché gratuito, ma al momento ampiamente deficitario sotto molti punti di vista perché vedere i film in quelle condizioni non è godersi il cinema. E’ come essere a dieta e mangiare la nutella senza grassi e zuccheri.

Le piccole iniziative private combattono contro questi colossi, e la cosa vale per le videoteche, ma anche per le librerie, i negozi di elettronica e via dicendo. La professionalità e la specificità vengono annichilite in favore delle superfici di vendita e del sempre aperto. Si ha l’illusione di risparmiare, ma la verità ci è sbattuta in faccia dalle impietose statistiche di questi ultimi tempi. Pensiamoci ogni volta che entriamo in un megastore.

Intanto ripenso a Romero e ai suoi zombie ammassati contro le porte del centro commerciale… Aveva ragione da vendere il vecchio George.

30 anni di Goldrake

Date: 10 giugno, 2008  |  Posted By: Andrea  |  Category: Nostalgia canaglia  |  Comments: 0

Ve lo ricordate? Se la risposta è affermativa, ho capito più o meno la decade in cui siete nati. Sto parlando di Goldrake, ovviamente, la creatura di Go Nagai (arcinoto autore giapponese di manga) che fu in assoluto la prima serie di cartoni animati dedicati ai robottoni giganti che si fosse mai vista in Italia. Ricordo ancora come se fossi oggi quel giorno dell’ormai lontano aprile del 1978 in cui venne trasmesso il primo episodio della serie Atlas Ufo Robot.
Nessuno era abituato a tanto.
Una tensione che si tagliava col coltello, musiche che trascinavano, il mistero, il pericolo, fu uno tsunami. Noi bambini, letteralmente, impazzimmo. Non è che ci fosse altro su cui spalmare la nostra passione: c’era la RAI e c’era Goldrake. Il successo e la diffusione della serie fu tale che ci balzò fuori la solita associazione di genitori che iniziò a protestare. Si arrivò pure a un’interrogazione parlamentare per bloccare la serie. Ricordate? Ecco, allora, guardate un po’ qua…

Se siete arrivati fino in fondo al video e non vi siete emozionati nemmeno un po’, avete un cuore di pietra! Il progetto, come avrete capito, è frutto di appassionati italiani (per una volta che siamo i primi a fare qualcosa…) che senza alcun contributo esterno, stanno finanziando questo fan-film ormai da anni, lavorando con pazienza e dedizione al sogno di far rivivere sul grande schermo un mito dell’infanzia. Loro e nostra.
Rimando al loro sito per la lettura dei dettagli dell’operazione. A me basta sottolineare come, su YouTube dove il teaser circola già da un po’, ci siano commenti entusiasti e commossi praticamente provenienti da ogni parte del pianeta. Dura per questi ragazzi convincere Go Nagai (o chi per lui) a lasciarli arrivare sino alla fine del film, ma è bello crederlo possibile. Bello come vedere Goldrake in metallo e ingranaggi, sfrecciare sopra le nostre teste.