Il Diacono e Roma

Date: 29 aprile, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Diacono, Roba mia, Scrivere  |  Comments: 3

Carissimi, vi lascio per qualche giorno: giovedì scappo a Roma in missione (neanche tanto segreta) per il DIACONO. Vado a fare dei sopralluoghi per il romanzo che sto scrivendo, il primo di quella che sarà una saga formata da più volumi e dedicata al Monaco Nero che ha mosso i primi passi ormai 5 anni fa, sulle pagine della compianta Horror Mania. Sono gli ultimi sopralluoghi che mi servono per definire la parte che si svolgerà nella capitale. Grazie al mio editore (sempre sia lodato) ho ottenuto il permesso di entrare in zone dove non sarebbe ammesso il pubblico e potrò curiosare anche in zone off limits del Palazzo Apostolico, praticamente l’area degli appartamenti del Papa.
Se incrocio “il padrone di casa” ve lo saluto, ok?

Ho avuto qualche timore che saltasse tutto per colpa delle polemiche seguenti all’uscita di Angeli e Demoni, il film con Tom Hanks tratto dall’omonimo libro di Dan Brown. Pare che siano state scattate fotografie e girate immagini in Vaticano senza i permessi necessari e c’era un po’ di nervosismo. Io ho mandato i documenti e si vede che dopo averli controllati hanno deciso che in fondo non sono pericoloso. La fortuna di avere un cognome molto comune, ragazzi…
Per fortuna non ho avuto problemi. Già ho dovuto, per colpa di Dan Brown, cambiare alcune cose nel mio romanzo, con mio sommo rammarico. Non avrei potuto sopportare di dover rinunciare al sopralluogo per i casini fatti dalla produzione hollywoodiana. Un bel VAFFA al vecchio Dan non glielo avrebbe levato nessuno.

Per quanti tra voi non conoscessero la vicenda del DIACONO, vi anticipo che nelle prossime settimane inserirò qualche scheda qui nel blog per riassumere un po’ di cosa si tratta. Vi posso anticipare che è una storia che ho in progetto di scrivere da moltissimo tempo (potrei definirla LA STORIA visto che il nucleo centrale della vicenda mi frulla in testa da almeno 15 anni!) e che anticipai – in forma ridotta e serializzata – sulle pagine di Horror Mania a partire dal 2004. La vicenda ruota attorno a un misterioso ordine monastico di frati esorcisti, quello dei Celati, che ha come casa madre il monastero di Vallombrosa.

Piccola curiosità: quando pensai a un nome per il monastero, credetemi, me lo inventai di sana pianta. Poi feci delle ricerche per imparare qualcosa sugli stili di vita dei monaci e la mia sorpresa fu grade quando scoprii che un’abbazia di Vallombrosa esiste davvero! Ovviamente, feci i bagagli e mi precipitai in Toscana a visitarla. Rimasi senza fiato. Era perfetta.

Inerpicata sull’appennino, a quota 1000 mt, quasi completamente nascosta da un bosco di olmi e querce secolari, si presenta come una fortezza. Potete solo immaginare il mio stato: non solo esisteva una abbazia con il nome che pensavo essermi inventato, ma era pure perfetta per i miei scopi.
Ruppi talmente tanto le scatole ai monaci (gentilissimi peraltro) che mi fecero fare un giro nel monastero. Diciamo che sono stato anche aiutato dal vecchio tesserino della mia facoltà (Architettura) che mi porto sempre dietro per casi come questi. Di solito racconto di essere un ricercatore universitario e non vi dico in quali posti io riesca a entrare grazie a quella benedetta tessera di plastica! 

La vicenda del romanzo, quindi si svolgerà in parte a Vallombrosa e dintorni, in parte a Roma, anche se ci saranno vicende collaterali che interesseranno quasi mezzo pianeta. Il Diacono, l’esorcista definitivo, forse l’ultimo rimasto in grado di contrastare le forze del male, sta per tornare.
E io sto per andare a Roma per definire i dettagli del suo rientro in scena.

Non riesco a capire…

Date: 08 luglio, 2008  |  Posted By: Andrea  |  Category: Libri, Riflessioni  |  Comments: 2

Qualche giorno fa, mi è capitato di leggere sul blog di Loredana Lipperini di una polemica su alcuni libri scritti da ragazzi poco più che adolescenti. Mi riferisco in particolar modo a due giovanissimi autori:

  • Chiara Strazzulla (17 anni) autrice de Gli eroi del crepuscolo (Einaudi)
  • Federico Ghirardi (17 anni) autore di Bryan di Boscoquieto (Newton Compton)

Ho spulciato un po’ in giro per la rete e devo dire di essere confuso. Non capisco perché alcuni fans, alcuni commentatori e alcuni critici si scandalizzino tanto per l’età dei giovani autori.
Parliamo di autori noti? NO.
Quindi sarete d’accordo con me, che parlando di esordienti, dell’autore del libro dovrebbe fregarcene meno di zero. Mi interessa di più quello che è stato scritto, non chi lo ha scritto.

Se i due libri sono brutti, che siano stroncati.
Se sono buoni, che si dica che sono buoni.
Ma cosa diavolo c’entra in tutto questo l’età dell’autore?

C’entra perché fa polemica. C’entra perché consente di parlare di libri senza parlare dei libri. C’entra perché i polveroni fanno comunque notizia, sia che se ne parli bene che se ne parli male.

In questo piccolo (piccolissimo) casino mediatico c’è chi si arrabbia perché Einaudi ha mancato di rispetto al suo blasone, pubblicando fantasy, chi si arrabbia perché Einaudi ha osato offendere il fantasy pubblicando il libro di una diciassettenne… ma se lo scandalo consistesse solo nel fatto di aver pubblicato brutti libri, qualcuno mi spiegherebbe, per cortesia, dove diavolo starebbe lo scandalo?

Ogni anno, infatti, praticamente ogni editore pubblica tonnellate di brutti libri, roba scritta male che magari diventa pure un successo editoriale. Dan Brown, tanto per fare un nome. I suoi personaggi hanno lo spessore psicologico di un cartone animato giapponese per bambini da 2 a 4 anni, eppure Dan Brown vende milioni di copie. Quello è uno scandalo, non le poche migliaia di copie che riusciranno a vendere i due diciassettenni di cui sopra. Fa più danno Dan Brown o la Strazzulla? Raggiunge più persone l’ennesimo tomo americano mal tradotto e peggio scritto o un ragazzo italiano che scrive fantasy? Io la risposta la so e scommetto che la sapete pure voi.

Eppure son tutti lì a discutere di due diciassettenni che hanno pubblicato  romanzi che se arriveranno alle 5 mila copie cadauno sarà già un mezzo miracolo.
Perché?
Non riesco a capirlo, giuro che non ci riesco.