Il Diacono: anteprima copertina e date

Date: 21 dicembre, 2009  |  Posted By: Andrea  |  Category: Diacono, Libri, Roba mia, Scrivere  |  Comment: 1

Gargoyle Books ha reso pubblico il ricchissimo catalogo delle uscite per il 2010, anno del quinto anniversario del più importante e qualificato editore italiano per quanto riguarda l’horror. All’interno la news dell’uscita dell’atteso romanzo IL DIACONO.

Da quando Horror Mania, la rivista da edicola che ho curato per quasi 4 anni, ha chiuso i battenti, in molti mi hanno chiesto che sorte sarebbe toccata al Diacono, il tenebroso monaco esorcista che ho creato nel 2004 e “testato” sulle pagine della rivista lanciando una sorta di sfida letteraria aperta a tutti. Di solito la mia risposta era: sto pensando a un romanzo. Ecco, alla fine ho smesso di pensare e ho iniziato a scriverlo, sto benedetto romanzo. Un tomo di oltre 400 pagine che affronta tutti i temi a me più cari: lo scontro tra Satana e l’uomo, il Conflitto Finale, le antiche profezie, il vero senso della realtà e lo scopo ultimo della nostra esistenza su questa Terra.
Il romanzo che leggerete a Ottobre 2010, farà presumibilmente parte di una trilogia. Ogni libro sarà godibile singolarmente. Ma tutti insieme saranno un pantheon, una nuova Genesi. O meglio: saranno il Libro dell’Apocalisse.

Per questo libro sono ripartito da zero, ovviamente, le vicende narrate a puntate su Horror Mania erano una sfida, una storia a sé tra me e i lettori. Nel romanzo, invece, ho seguito la linea narrativa che avevo in mente sin dall’inizio, ritornandoci più e più volte, modificando, togliendo, cambiando strada a ogni svolta, stupito io stesso dalla piega che prendevano via via le vicende dei miei personaggi. Mi hanno davvero sorpreso. Vi garantisco che ogni tanto mi sono ritrovato a chiedermi chi stesse scrivendo la storia, se io o i miei personaggi. Alcune rivelazioni sono letteralmente saltate fuori all’improvviso, spazzando via settimane di riflessioni e quando le ho viste, nero su bianco, mi sono stupito  dicendomi quanto, in effetti, fosse naturale che andassero così le cose..

Sulla trama per il momento mantengo il riserbo, del resto manca ancora molto prima dell’uscita in libreria e non vorrei anticipare troppo i tempi. Ve ne parlerò più avanti, che ne dite? Vi avverto, però, che troverete alcune vecchie conoscenze ai quali si affiancheranno nuovi personaggi che semplicemente adoro. La protagonista che ho inserito, una giornalista televisiva (per il momento top secret), è un amore. Lo so, è scontato che un autore si innamori dei propri personaggi, però in alcuni casi è davvero inevitabile.
Questo è uno di quei casi.

Ci sarà ovviamente il monaco nero, il Diacono, l’esorcista definitivo. Misterioso, tenebroso, senza un passato. Lo vedrete più taciturno e inquietante che mai. Le rivelazioni sul suo conto saranno roba tosta.
Ma non saprete nulla da me, adesso.
Nulla.
Vi toccherà leggere il libro se vorrete sapere chi sia il Diacono in realtà. Non aggiungo altro perché a ogni parola che scrivo, rischio di rivelare qualcosa. Quindi acqua in bocca.

Ritroveremo, ovviamente, padre Valdés, il vecchio abate dell’ordine dei Celati. Lo vedrete in una veste inflessibile e inarrestabile, deciso a scoprire quale siano i piani del Male. L’ho reso ancora più deciso, ancora più tosto e mi ha divertito un sacco.
Tutti i monaci Celati del romanzo, in effetti, sono maledettamente tosti.
E vi renderete conto del perché, quando leggerete alcuni oscuri retroscena della loro storia. Solo allora capirete perché sono così temuti e braccati, sia dalle forze sataniche che dalla Chiesa.
Ah, sappiate una cosa: i celati sono solo 33.
Mai uno di più.
Così è stato e così sempre sarà…

E per finire lei.
Lo so, in realtà stavate aspettando solo questo. Sarà più bella, seducente e spietata che mai. Tessa, l’incarnazione del Male Assoluto. Vedrete la nascita di una Dea oscura, scoprirete quali sono le sue origini e ne assaporerete l’ira. La sua lotta senza quartiere con il Diacono sconvolgerà le vostre certezze su molte cose. Sarà difficile capire per chi fare il tifo, alla fine… Santoddio quanto mi piace la follia assassina di Tessa. E’ una forza primigenia, crudele e devastante. Le ho fatto commettere le peggiori nefandezze e ancora lei non era soddisfatta. Alcune cose ho dovuto alla fine tagliarle perché era davvero troppo. Forse in futuro, vediamo come il mondo accoglie il suo arrivo.
Un passo alla volta, amici.
Un passo alla volta verso l’abisso.

Col tempo (e ne abbiamo ancora parecchio a disposizione), vi svelerò altri retroscena e prima dell’uscita del romanzo, vi chiamerò in causa… ma non adesso, non subito. Vi basti sapere che ho intrapreso una via non semplice, fatta di incastri, di rimandi. Ho letto troppi libri per accettare l’idea di seguire una strada già battuta. Adoro la via più pericolosa, sempre.
Diverse sono le linee narrative che si intrecciano e si svelano poco a poco. Niente è come sembra. Tutto è come previsto.
La fine è vicina… conviene attrezzarsi.

A questo indirizzo, trovate la presentazione non solo del mio romanzo, ma di tutto il fantastico catalogo del 2010 di Gargoyle Books. Dodici volumi, uno al mese, assolutamente imperdibili. Facciamo undici imperdibili e uno caldamente consigliato, se no dite che mi parlo addosso!
A presto per nuovi aggiornamenti.

Sullo scrivere e sul pubblicare

Date: 21 ottobre, 2008  |  Posted By: Andrea  |  Category: Libri, Riflessioni, Scrivere  |  Comment: 1

Ricevo e pubblico la mail di Davide, perché – come si dice in questi casi – casca proprio a fagiolo. Erano giorni che rimuginavo sullo scrivere e sul mondo dell’editoria più in generale, cercando di capire da dove avrei voluto (o dovuto) iniziare ad affrontare l’argomento. Davide mi dà una indicazione precisa. Quindi si parte da qui. Dove arriveremo ancora non so, ma credo sarà una strada piuttosto lunga e non priva di ostacoli…

Caro Andrea,
mi chiamo Davide Lorenzelli
e sono uno dei tanti aspiranti scrittori che infettano il mondo attuale. Ho letto il tuo pezzo sugli editori a pagamento e, ovviamente, concordo. Grazie anche per quello
che hai scritto dopo, sul fatto che oggi scriviamo tutti e leggiamo poco, ma ancora più vero è che commentiamo sempre quello che leggiamo e, spesso, ci sentiamo superiori.
L’umiltà, mi pare il sale del tuo discorso, quindi, grazie. Sono parole belle da leggere, fanno bene.
Volevo anche chiederti un’altra cosa.
Io scrivo horror (ho scritto sei romanzi in tutto) e non ho mai pubblicato.
Un rifiuto dietro l’altro.

Bene.
Forse sono uno di quelli che non vale granché, ma di sicuro non ho sbagliato ad inviare il manoscritto a case editrici poco adatte. Il problema è un altro: qui mi si dice che la maggior parte delle case editrici scartano l’horror a priori. Ho parlato con l’agenzia Santachiara, con Alessandro Perissinotto e dicono che le cose stanno così. La Gargoyle, a parte roba americana e Manfredi, non ti legge neanche. Conosci altre piccole case editrici che pubblicano roba di genere e non sono a pagamento? Addiction, Datanews, Larcher (fallita), Cooper… le conosco, senza contare quelle mediograndi che pubblicano qualcosa di genere. ma altre? Tu leggi qualcosa?….
Grazie e scusa se l’ho tirata per le lunghe.

Nella sua mail, Davide sottolinea quello che ho ripetuto a più riprese in tutti questi anni e che ogni aspirante autore farebbe bene a stamparsi bene in testa: gli editori italiani snobbano l’horror per partito preso e se lo pubblicano, evitano quello scritto da autori italiani. Se state leggendo questa frase e pensate: “Parla per te, io sono un novello King e per me si spalancheranno le porte del Paradiso,” fate prima a smettere di pestare tasti e a impiegare il vostro tempo per dare la caccia alla ragazza dei vostri sogni o qualsiasi altra attività ludica che vi possa saltare in mente.
Come dite? Sono cinico e crudele?
Tutt’altro, in questo momento sono il migliore amico che possiate mai desiderare di avere perché vi sto risparmiando anni di inutili frustrazioni… e sto evitando al mondo l’arrivo di un nuovo bilioso, rancoroso e insopportabile Aspirante Autore.
Se non vi convincerete da soli che in Italia un fenomeno come quello di Stephen King non vedrà mai la luce, onestamente non ho molto altro da dirvi. Attenzione: non sto parlando di talento. Non sto parlando di mostruosa abilità nel concepire storie o creare personaggi. Niente di tutto questo.
Sto parlando di opportunità. Di visibilità. Di maledetto spazio vitale. Di matematica.

Ormai sapete tutti che in Italia si legge poco. L’horror è per sua natura un genere di nicchia, spesso ostracizzato e demonizzato (per ignoranza, lo sappiamo bene, ma tant’è…) quindi la sua fetta di mercato non sarà che una modesta percentuale sul già modesto totale dei lettori italiani. Fossimo cinesi, potremmo accontentarci di questa piccola percentuale, ma sfiga vuole che l’Italia sia una piccola nazione. Abbiamo un quinto degli abitanti degli USA. Aggiungete che la lingua italiana è parlata quasi esclusivamente entro i nostri confini mentre Inglese, Spagnolo e Francese hanno un bacino sicuramente più ampio. Risulta chiaro allora che stiamo parlando di cifre modeste che fanno sì che nessun autore italiano potrà mai pensare di campare solo scrivendo horror.

Gli editori sanno bene che pubblicando un romanzo di horror italiano non potranno certo sperare di fare il colpaccio vendendone 100 mila copie. Ma che dico 100 mila… 50 mila. Non sono io a essere pessimista, mi attengo semplicemente ai fatti: credo infatti che il massimo delle vendite mai raggiunto sul nostro mercato da un autore italiano sia intorno alle 15 mila copie (il romanzo di Chiara Palazzolo). Forse i numeri sarebbero diversi se includessimo Valerio Evangelisti, ma Evangelisti tocca diversi generi e sarebbe fuorviante includerlo in questa statistica. Le 15 mila copie della Palazzolo, però, sono una cifra maledettamente alta per il nostro mercato e non a caso la Palazzolo ha suscitato parecchio interesse e generato parecchio “rumore”.

Non è un problema solo dell’horror, intendiamoci. E’ che gli italiani, in Italia, vendono poco, salvo rare eccezioni. Questo è il mercato. Non è una bella situazione, e a raccontarla per intero fa pure un po’ incazzare, ma è con questo che dobbiamo confrontarci.

In un mercato di questo tipo, gli editori cosa fanno? Cercano di fare soldi. Alcuni cercano di farlo pubblicando quello che piace e interessa loro, altri se ne fregano di cosa pubblicano e pensano solo al bilancio di fine anno (e beninteso, in questo non vedo nulla di male essendo aziende private).
Quali tra questi soggetti potrebbe essere interessato all’horror? A quali il nostro amico Davide dovrebbe, o potrebbe, rivolgersi? Quale tra essi può solleticare il nostro interesse?
Non farò nomi, ma propongo un metodo.
Scartiamo gli editori che per motivi insondabili sono avversi per principio al nostro genere preferito. Hanno preconcetti che nulla hanno a che fare con le cifre del venduto, con loro è tempo sprecato, una battaglia persa in partenza. Se un editore non ha mai avuto in catalogo un horror – di qualsiasi genere – un motivo ci sarà e, detto tra noi, la vita non è lunga abbastanza per capire quale dannato motivo abbia.
Riga nera sulla lista e andiamo avanti.

La fetta di editori che in catalogo hanno romanzi horror (anche sotto mentite spoglie) non è piccola, ma si riduce drasticamente la porzione di essi che annovera tra i libri pubblicati un horror scritto da un italiano. E’ vero, c’è sempre una prima volta, ma qui si prospetta un altro problema: gli editori più grandi, di rado pubblicano esordienti italiani. Lo so, è un paradosso non da poco perché se nessuno vi fa esordire, come farete a essere pubblicati? La verità, vedete, è che non si “esordisce” una volta sola, ma si devono affrontare diverse tappe, come fossero i livelli di un videogame. In ciascuno ci troviamo di fronte a un avversario sempre più difficile da battere, ma solo battendoli tutti si potrà arrivare alla fine del gioco, l’agognata pubblicazione presso un grande editore, in lussuosa edizione hard cover finemente rilegata… (noi autori ci accontentiamo di poco, in effetti).

Occorre partire dai piccoli editori. Punto e basta. Non badate ai casi in cui l’esordiente viene dall’oggi al domani pubblicato da Mondadori, Einaudi o Longanesi. E’ come fare 6 al Superenalotto: una insana botta di culo. Mica vorrete sprecare il vostro tempo e i vostri soldi rincorrendo impossibili botte di culo, vero? E non sprecate nemmeno un istante del vostro tempo prezioso a provare invidia o rancore per chi ce la fa. E’ stupido e immaturo. Pensate a voi stessi, usate le vostre energie per voi stessi, non per fare la parte degli sfigati che sputano veleno su tutto e tutti. Ce ne sono già tanti e finiscono tutti alla stessa maniera.

Cercate invece di essere Zen.
Parecchio Zen.
Fregatevene del tempo che passa, dei soldi e delle frustrazioni. Avete scelto di fare gli scrittori, no? Quindi stringete i denti o fatevi da parte. Bene, dicevamo che occorre partire da un piccolo editore (ce ne sono a bizzeffe, basta usare Google e vedrete quanti risultati…), proporre un buon romanzo, scritto bene, senza errori o strafalcioni (rileggete fino alla nausea prima di spedire), con una storia solida e personaggi credibili. Evitate gli editori a pagamento, date credito ai piccoli e sparate la vostra prima cartuccia. Non diventerete né ricchi né famosi col vostro primo libro. Servirà solo per presentarvi la volta dopo a un editore un po’ più grande con un nuovo romanzo. Non sarete più dei signori nessuno che cercano di far spendere tempo e denaro altrui. Sarete degli aspiranti autori con alle spalle un po’ di esperienza.
Se qualcuno ha già creduto in voi, significa che forse ne valete la pena.
Trovare l’editore giusto richiede un po’ di lavoro, ma è un passo davvero importante. Quindi occorre evitare gli editori senza una distribuzione: le tipografie e chi fa stampa on demand, di solito non sono distribuiti e la cosa che conta di più è la presenza del libro in libreria, anche se in numero esiguo. Se poi l’editore partecipa a fiere ed eventi, allora diventa ancora più appetibile: vuol dire che ci tengono ai libri che fanno, che ci credono. Ed è cosa buona e giusta.

Infine… Se un libro viene rifiutato da un editore, forse era l’editore sbagliato. Ma se scegliete con cura gli editori a cui inviare il libro e il vostro testo viene rifiutato da tutti, forse dovreste lavorarci ancora un po’. Non c’è niente di male a riprendere in mano il proprio libro e lavorarci su, sapete?
Vi sembra una affermazione scontata?
A me non pare. Infatti a piede libero ci sono personaggi che hanno la convinzione di essere gli unici a capirci qualcosa (ovviamente geni incompresi perché non ancora baciati da un oceanico successo) e se osi dire loro qualcosa che non gli sconfiffera o non ti getti subito adorante ai loro piedi, ti giurano odio eterno. Io ne ho collezionati un buon numero ed è il motivo per cui (sorry Davide) non leggo più lavori di persone che non conosco. Non è per cattiveria, ma ne ho viste davvero troppe, sono un po’ stanco, e dato che non faccio l’editor di mestiere, passo la mano.
Quello al quale rifiuti un racconto e da allora ha un travaso di bile on line dietro l’altro. Quell’altro al quale suggerisci un minimo di editing e lo trovi poi che straparla su un forum manco fosse Dan Simmons e gli avessi stroncato l’opera omnia. Oppure, ancora, quello a cui non chiedi un racconto per una antologia e da allora ti giura odio eterno… Ne faccio volentieri a meno di ‘sta gente, credetemi.

Un caravanserraglio che mi ha così disgustato che ho deciso tempo fa di chiudere con le antologie e con la selezione di lavori di esordienti. Lo so, è terribile, ma ho già dato, abbiate pietà di me. E’ – tuttavia – un peccato, perché è proprio tramite i racconti che ho conosciuto alcuni degli amici ai quali tengo di più oggi a distanza di anni. Il destino fa di questi scherzi, sapete… Ora leggo solo quello che mi propongono persone che frequento da un po’ (anche se lo faccio sempre meno spesso vista la cronica mancanza di tempo). Il motivo è che se sei mio amico, uno che conosco bene, sai che se ti critico non lo faccio con cattiveria, ma perché a te ci tengo e se posso – nel mio piccolo – esserti di aiuto, allora ne sarò felice.  Se poi non mi dovesse piacere quello che scrivi, al massimo mi chiederai il perché, ma non andrai in giro a raccontar cazzate per vendetta. Claro?

Come avrete capito, la questione è un po’ ingarbugliata, siamo in uno strano mondo dove niente è come dovrebbe essere, dove il percorso migliore per congiungere il punto A con il punto B non è la linea retta, ma le montagne russe. Un ambiente che puoi dire di comprendere davvero solo se lo osservi da diversi punti di vista e non solo da quello che ti conviene di più. E’ una lotta per la sopravvivenza in cui il premio finale consiste in un mucchietto di pagine sopra un ripiano.
Poco, dite voi?
Può darsi… ma noi autori ci accontentiamo di poco.

PS: Una piccola precisazione sulla Gargoyle. E’ vero, magari sembra non impazzisca per gli italiani a vedere il suo catalogo, ma non ha pubblicato solo Manfredi, c’è stato anche Francesco Dimitri e sta per pubblicarne un altro (mio amico, ma del quale non credo di poter rivelare il nome finché non diventerà ufficiale). Ovviamente il fatto che non abbiano ME in catalogo è una grande mancanza, ma io sono abituato a soffrire, quindi non ne faccio un dramma… ;-)