Warm Bodies: come ti rovino gli zombie
Non gli bastavano i vampiri…
Adesso vogliono pure devastare gli zombie. Il romanticume dilagante e farlocco, si sta inesplicabilmente cibando di tutto l’immaginario orrorifico che fino a qualche anno fa era di nostra esclusiva (e amorevole) competenza. Dopo aver pasteggiato coi vampiri, rendendoli talmente indigesti da risultare insopportabili, aver piluccato con Angeli, Demoni, Streghe e Licantropi, pare che raschiando il fondo del barile si sia avventato sugli zombie. Lo so, la mente vacilla dinnanzi a una simile eventualità, ma se avrete la pazienza di leggere fino in fondo, capirete che è peggio di quanto sembri.

Il romanzo che il 28 ottobre sarà edito anche in Italia (sì, anche qui, non c’è scampo) si intitola WARM BODIES. Corpi caldi. E parla di zombie. Morti viventi. Già dal titolo, si subodora il sentore di sonora cazzata. Ma è un bene che sia così, in questo modo da subito capiamo con cosa abbiamo a che fare. Il libro ha già fatto sfracelli negli USA, tanto che ne stanno ricavando un film. Com’è ovvio aspettarsi, sarà un successo anche da noi, perché si sa, abbiamo un coefficiente di resistenza alla penetrazione dei fenomeni mediatici d’oltre oceano pari alla temperatura dell’inverno siberiano.
Ma leggiamo qualcosa a proposito di questo volume (copiando e incollando dal sito dell’editore, lo stesso di Twilight…):
Il primo romanzo che vi farà innamorare di uno zombie. R è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, ma nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di stupore, di nostalgia. Un giorno, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco, per lui cambierà ogni cosa; intreccia una relazione con la ragazza della sua vittima, Julie, e sarà per lui un’esplosione di colori nel paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l’amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole.
Di qui avrà inizio una guerra feroce contro i suoi compagni d’un tempo, e una rinascita, le cui conseguenze saranno del tutto inimmaginabili… Divertente, dark, forte di una scrittura acuminata e intelligente, Warm Bodies esplora cosa accade quando il freddo cuore di uno zombie viene tentato dal calore dell’amore umano.
I grassetti sono miei. Le “perle” narrative, invece, dell’autore del romanzo. Dichiaro qui, subito, che – contrariamente a quanto sostengo da una vita – non c’è bisogno di leggere il libro per capire che trattasi di boiata furibonda. Il mio sesto senso e mezzo di ragno schiacciato, al solo leggere di un ragazzo in piena crisi esistenziale perché è uno zombie, mi urla di emigrare in un paese dove questa roba non possa raggiungermi. Mai. Vi prego: posso arrivare a digerire che un vampiro sbrilluccichi e si innamori del suo pasto, ma che uno zombie, un cadavere che cammina, abbia crisi esistenziali, davvero, mi fa male al cuore.
E io, al contrario del suddetto morto, un cuore che batte ce l’ho ancora.
«Mai avrei pensato di potermi innamorare così tanto di uno zombie». Stephenie Meyer
Signora Meyer, taccia, la prego. Abbia pietà, di casini ne ha già combinati abbastanza, si accontenti e lasci fare.
Dicevamo, il cuore. Il cuore che non batte nel petto dello zombie dovrebbe fare il paio con un cervello andato in pappa, in grado al massimo di far deambulare il morto in cerca di umani da straziare e farlo ruggire sgraziato e rumoroso. Puro istinto, insomma. E istinto malefico, se capite quello che voglio dire. Già questa è una cosa che prendiamo per buona, inverosimile ma accettabile. Ora, se mi parlate di un ragazzino zombie che avrebbe bisogno dei consigli della rubrica della posta di Cioè perché in piena crisi esistenziale post-mortem, come diceva Flaubert: io mi incazzo. Se mi dite che nutre molti sogni a me viene la bava alla bocca. Se insistete dicendo che dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni mi viene voglia di prendervi la testa tra le mani e tenervela stretta mentre vi urlo in faccia: “Mi spieghi di cosa cazzo stai parlando?!?”
«Warm Bodies è una lettura grandiosa». Josh Bazell, autore del bestseller Vedi di non morire
Vedi di non rompere, Josh.
La cosa che più mi terrorizza di questo libro, è la spaventosa somiglianza con Twilight. Ecco perché Stephenie Meyer è la più grande supporter di questo romanzo, tanto da averne fatto acquisire i diritti alla stessa casa di produzione cinematografica della saga di Twilight. La signora lo ha letto, poi ha esclamato: “Oh Jesus! E’ meraviglioso! E’ uguale al mio romanzo!”
In effetti c’è un morto che cammina (qui lo zombie, là un vampiro) che invece di divorarsi la disadattata di turno, se ne innamora, senza se e senza ma. La sua vita cambia e decide di rinnegare la sua natura combattendo contro i suoi simili pur di fare trionfare l’ammmore. Paro paro Twilight.
Se questo fragile canovaccio poteva reggere coi vampiri della Meyer grazie alla fama di seduttori di cui da sempre godono i succhiasangue, con gli zombie di Marion il tutto diventa così assurdo da essere doloroso. No, dico, immaginate la scena… Lui (in rapida e nauseante decomposizione) va al cinema con la sua lei. Emozionati, contano di darsi il primo bacio e sul più bello, due file più indietro…
“Hey, chi cazzo ha fatto entrare nel cinema un muflone bagnato? Santoddio aprite le finestre che si muore dalla puzza!“
E’ così che deve andare, lo sapete anche voi. Ogni altra invenzione è una sciocchezza. E poi, lasciatemi dire che appena ho letto della storia d’amore tra lo zombie e la ragazza, la prima cosa che mi è venuta in mente è un siparietto triviale ma illuminante…
- Amore sono eccitatissimo, dai facciamolo!
- Sei sicuro? Sicuro sicuro?
- Sì, sì, dai… infila la mano nei boxer e delicatamente…
- OPS!
- E che cazzo! Ti avevo detto di farlo delicatamente!
- Ma io sono stata delicata, solo che… m’è rimasto in mano! E Adesso?
- Aspetta che ho il nastro isolante in tasca…
Vedete, se c’è una cosa su cui possiamo contare è che gli zombie sono schifosi. Sono lividi, smunti, dementi, puzzano di carogna perché sono carogne. Gli zombie si decompongono e perdono pezzi. Sì, anche quei pezzi! E se già ci siamo dovuti sorbire vampiri-non-trombanti, l’idea di un manuale di sesso per non morti non ci entusiasma. Siamo all’apoteosi della sublimazione dell’astinenza come rappresentazione dei timori adolescenziali nei confronti del sesso. Qui non lo puoi fare se no il partner si smonta.
E non parlo di calo del desiderio.
Perde proprio i pezzi.
Ma alla macchina dell’intrattenimento cazzaro made in USA questo non importa. Ci diranno che è una commedia romantica che indaga sui timori e le ansie comuni alla popolazione giovanile. Sì, certo, e io sono Pamela Anderson. La metafora, per quanto facile, necessita di un supporto degno. Un cadavere putrefatto non è degno per niente. Lo zombie è un tragico simbolo della spersonalizzazione delle masse, è il simbolo della morte che prevale sulla vita, è l’ossessione del diverso che invade le nostre città e le consuma. Questa trovata dello zombie illanguidito che vede la sua vita riempirsi di colori, davvero, non ce la meritavamo.
Ricordatevelo quando andrete in libreria. Ogni copia di Warm Bodies venduta fa piangere un povero zombie…
Zombie Bin Landen… is back!
Quanto è pericoloso uno zombie?
Zombie
Solo per farvi vedere il nuovo sfondo del mio PC… Ovviamente ho l’immagine in alta risoluzione. La volete anche voi?
Attenzione: Zombie!

Simpatica galleria di immagini (17) dedicata a cartelli stradali e segnaletici assolutamente indispensabili per le amministrazioni comunali più coscienziose e previdenti. Perché diciamocelo: non si può mai sapere quando accadrà. Si sa solo che prima o poi, potete giurarci, gli zombie torneranno a camminare su questa terra. Quindi , cari sindaci, perché non iniziare a studiare da subito come gestire il traffico? Non fatevi sorprendere impreparati. Pensateci…







